Un’aquila reale con evidenti sintomi di avvelenamento da piombo dei pallini da caccia ingeriti con le prede è stata recuperata dalla Polizia provinciale in provincia di Brescia e portata nei giorni scorsi al C.R.A.S. (Centro Recupero Animali Selvatici) WWF di Valpredina per essere curata.
Il rapace della specie protetta, una giovane femmina di due anni, ricoverato nella struttura, è stato sottoposto a terapie specifiche e controlli radiografici ed ematici per escluderne fratture o patologie di tipo virale.
L’esito degli esami ematologici ha rivelato altissimi livelli di piombo nel sangue che hanno certificato la grave intossicazione da metalli pesanti.
A causa della gravità delle condizioni, l’aquila è deceduta dopo circa 24 ore dal ricovero e l’autopsia ha evidenziato alti livelli di piombo anche nelle ossa e nel cervello dell’animale, mostrando che si trattava di una intossicazione non solo acuta ma anche cronica.
L’animale, nel corso della sua breve vita, si è nutrito di un numero molto alto di animali a loro volta contaminati da piombo. La contaminazione da piombo e l’avvelenamento degli animali, in particolare di rapaci e avvoltoi, è un problema diffuso.
Purtroppo, quello dell’aquila reale non può considerarsi un caso isolato. A inizio marzo era morta un’altra aquila reale soccorsa in val di Sur, a San Michele di Gardone Riviera. L’animale era stato ritrovato denutrito e affetto da saturnismo, una malattia legata all’assunzione di piombo. Una minaccia, ormai, per i rapaci che si nutrono di carcasse e volatili feriti da munizioni proprio in piombo.
L’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha infatti chiarito come l’utilizzo di piombo comporti un rischio per gli uccelli acquatici che ingeriscono le munizioni al piombo che si diffondono dopo gli spari, con conseguenti effetti tossicologici, anche letali.
Si stima che ogni anno, in Europa, l’avvelenamento da piombo provochi un milione di decessi di uccelli acquatici, oltre alle specie che si nutrono di animali contaminati (come i rapaci).
Il piombo disperso nell’ambiente espone a rischi anche la nostra salute. Questo metallo può, infatti, finire nell’acqua e nei terreni coltivati.
Il WWF Italia assicura che «si batterà in ogni sede per garantire l’applicazione del Regolamento Ue che vieta l’utilizzo di munizioni di piombo all’interno o in prossimità delle zone umide soprattutto dopo che il Governo ha approvato una circolare interpretativa che si pone in contrasto con questo regolamento».
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