Fu un asteroide e non le eruzioni vulcaniche a determinare sul nostro pianeta i grandi stravolgimenti climatici responsabili alla fine del Cretacico, 66 milioni di anni fa, della grande estinzione di massa tra gli animali, con la perdita del 75% delle specie marine e continentali, tra cui i dinosauri.
Ad affermarlo è il lavoro di un gruppo di ricerca dell’Imperial College di Londra, dell’Università di Bristol e dell’University College di Londra, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences).
Chicxulub, l’asteroide che sconvolse il pianeta
L’asteroide in questione si chiama Chicxulub ed entrò in collisione con il nostro pianeta al largo delle coste del Golfo del Messico. Con un diametro di 12 km, si ritiene abbia dato luogo nell’impatto alla detonazione di una potenza esplosiva di 190mila gigatoni, l’equivalente di 190 mila miliardi di tonnellate di TNT. La potentissima Bomba Zar aveva la potenza di un ventesimo di gigatone.
Ritenuto a lungo il principale responsabile dell’estinzione di massa, fu tuttavia messo in discussione dalla teoria secondo la quale furono invece una serie di eruzioni vulcaniche dei Trappi del Deccan, nell’attuale India, a sconvolgere il pianeta.

Nell’illustrazione, il dinosauro corazzato Ankylosaurus magniventris assiste al momento dell’impatto dell’asteroide che causò la grande estinzione di massa sulla Terra. ©Fabio Manucci
L’oscuramento del sole
Ora, invece, la teoria dell’asteroide riprende piede avvalorata da una serie di dati. Nuove simulazioni sugli effetti climatici ed ecologici dicono che soltanto l’impatto di un asteroide avrebbe potuto causare un evento di tale portata.
La collisione sulla piattaforma carbonatica dello Yucatan rilasciò nell’atmosfera una quantità immane di gas e particelle. L’oscuramento del Sole fece piombare il nostro pianeta in un lungo inverno durato alcuni decenni, modificando drasticamente gli habitat in tutto il mondo e rendendoli inadatti alle esigenze ecologiche dei dinosauri.
«Gli effetti delle intense eruzioni vulcaniche – spiega Alessandro Chiarenza, che ha portato avanti questo studio durante il suo dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Imperial College di Londra – non hanno influenzato le nicchie ecologiche di questi animali abbastanza da causarne l’estinzione. Le nostre analisi confermano, per la prima volta in maniera quantitativa, che l’unica spiegazione plausibile per giustificare l’estinzione di massa tra la fine del Cretacico e l’inizio del Paleogene è proprio l’impatto dell’asteroide, che con il drastico calo delle temperature ha spazzato via gli habitat dei dinosauri in tutto il mondo».
Il ruolo dei Trappi di Deccan
Al contrario, si pensa che le emissioni di gas serra di origine vulcanica prodotte in quello stesso periodo dai Trappi del Deccan possano aver dato origine a diversi episodi di surriscaldamento globale, che avrebbero addirittura aiutato a mitigare le condizioni di freddo intenso sceso sul pianeta, aiutando il ripristino di molti habitat e favorendo lo sviluppo di nuova vita.
Marcatori geologici del clima del passato, ‘Big Data’ sui ritrovamenti fossili, modelli matematici e intelligenza artificiale hanno aiutato i ricercatori a stabilire di quali fattori ambientali avesse bisogno ogni specie di dinosauro per vivere e a capire quali luoghi si sarebbero “salvati” in seguito ai due tipi di evento. Si è compreso che mentre l’azione dei vulcani – senza ulteriori fattori – avrebbe potuto consentire la vivibilità in alcune regioni del pianeta, al contrario l’impatto dell’asteroide ebbe un effetto distruttivo su tutti i potenziali habitat dei dinosauri.
La schermata blu della morte
«Invece di utilizzare il solo record geologico per ricostruire gli effetti sul clima che l’asteroide o il vulcanismo potrebbero aver causato in tutto il mondo, abbiamo aggiunto una dimensione ecologica all’indagine, rivelando come queste fluttuazioni climatiche abbiano influenzato gravemente gli ecosistemi dei dinosauri» spiega il paleoclimatologo Alex Farnsworth, dell’Università di Bristol e co-autore della ricerca.
Philip Mannion, dell’University College di Londra e altro co-autore dello studio, precisa: «Abbiamo aggiunto un approccio modellistico ai dati geologici, climatici e paleontologici, mostrando quantitativamente l’effetto devastante dell’impatto dell’asteroide sugli habitat globali. In sostanza, le simulazioni mostrano come solo l’asteroide di Chicxulub produca una sorta di schermata blu della morte per i dinosauri».
Quando il riscaldamento climatico diede una mano al pianeta
Insomma, il modello ricostruito non solo “scagiona” i vulcani da ogni accusa, ma suggerisce che proprio grazie al riscaldamento climatico dovuto al vulcanesimo, nel lungo termine, piante e animali riuscirono a superare l’estinzione e a evolversi nelle forme odierne.
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