• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Granchio blu: il rimedio è peggio del male
Prima pagina
Natura
Animali, piante e habitat
SPECIE ALIENE

Granchio blu: il rimedio è peggio del male

La proposta della sua pesca a strascico sottocosta avrebbe conseguenze devastanti per l'ecosistema, con ricadute anche sulla pesca artigianale

Granchio blu: il rimedio è peggio del male
Granchio blu (Callinectes sapidus).

Redazione Redazione 4 Ott 2023

Il granchio reale blu, granchio blu o granchio azzurro (Callinectes sapidus) sta causando gravissimi danni all’industria della pesca italiana e all’ecosistema. I danni per il comparto sono stimati intorno ai 100 milioni di euro.

Questo crostaceo alieno invasivo è una specie ecologicamente importante nelle zone di origine (le coste atlantiche del continente americano).

Recentemente si è diffuso in maniera esponenziale lungo le coste italiane, dal Tirreno all’Adriatico, dove non ha predatori naturali che ne limitino la proliferazione.

La sua sovrabbondanza numerica può avere impatti negativi sull’ecosistema marino a causa della sua estrema voracità. Il granchio blu danneggia i prodotti pronti per la commercializzazione, vongole selvatiche e d’allevamento del Nord Adriatico, in particolare, ma anche il cosiddetto novellame, mettendo a rischio le produzioni future.

Di fronte all’emergenza granchio blu, particolarmente sentita in Nord Adriatico, il Governo italiano ha richiesto una deroga all’Unione europea per aprire a una pesca a strascico sperimentale entro le 3 miglia. Il divieto alla pesca a strascico entro le 3 miglia è stato introdotto dall’UE nel 2006, in tutte le sue acque, considerato il forte impatto di questa tecnica di pesca nelle zone costiere.

Associazioni e ricercatori preoccupati per le iniziative del Governo

«Una cura peggiore del male: conseguenze devastanti per l’ecosistema, con ricadute anche sulla pesca artigianale» avvertono WWF, Greenpeace Italia, Legambiente, Marevivo e MedReAct in un comunicato congiunto.

Le associazioni esprimono forte preoccupazione perché la situazione, seppur di emergenza, non giustifica questo ritorno al passato. Stessa preoccupazione è stata espressa anche dalla comunità scientifica nazionale, su iniziativa dei ricercatori del Nord Adriatico, in una lettera congiunta inviata alla Commissione europea.

Le associazioni sono  ben consapevoli dell’impatto socioeconomico dell’aumento del granchio blu lungo le coste italiane e stanno lavorando a livelli diversi durante questa fase di emergenza, ma vogliono esprimere congiuntamente la propria ferma contrarietà rispetto alle conseguenze che provocherebbe l’utilizzo della pesca a strascico sull’ecosistema costiero, tra cui la cattura di novellame di specie ad alto valore commerciale, con impatti negativi a medio e lungo termine per tutto il settore della pesca.

L’utilizzo dello strascico entro le tre miglia potrebbe inoltre causare conflitti con la pesca artigianale, operante nelle stesse zone.

granchio blu

© Marion Payr/WWF Tunisia

SOLO IN ABBONAMENTO

LA RIVISTA DELLA NATURA, il trimestrale su carta. Richiedi il nuovo numero.

L’esempio virtuoso della Tunisia

L’emergenza granchio blu è già stata affrontata in altri paesi del Mediterraneo come Tunisia, Spagna, Grecia, e anche in Italia (caso della laguna di Lesina) senza ricorrere allo strascico, bensì adattandosi alla pesca con nasse, strumenti efficaci e più selettivi, e aprendo con successo nuove filiere e linee di commercializzazione.

In Tunisia, dove due specie invasive di granchio blu (Callinectes sapidus e Portunus segnis) sono diventate per i pescatori tunisini una risorsa importante, tanto da far coniare loro un motto: “De l’horreur a l’or” (Dall’orrore all’oro).

Oggi quella del granchio blu è un’economia solida e una filiera completa che include e dà lavoro a pescatori, donne, trasporto e logistica, aziende di trasformazione e commercianti. L’80% dei pescatori usa le nasse (mentre nel 2014 l’intera flotta pescava con le reti).

Il cliente principale del granchio blu è il mercato asiatico a cui si sono aggiunti Italia, Spagna, Stati Uniti e i paesi del Golfo Persico.

«L’Italia di oggi è la Tunisia del 2014: prevedere quanto sta accadendo oggi sarebbe stato possibile e una gestione con una vera visione a lungo termine e non miope di fronte al tema del cambiamento climatico ci avrebbe premesso di arrivare preparati» ha dichiarato Isabella Pratesi, direttore del Programma di Conservazione di WWF Italia.

Una storia nata 9 anni fa

Il WWF ha raccolto le immagini della realtà tunisina che evidenziano il cambiamento di paradigma avvenuto nel Paese.

Di fronte all’esplosione del granchio blu, i pescatori tunisini si sono ingegnati e hanno costruito delle nasse appositamente modificate per catturarlo. Si tratta di trappole, un sistema di pesca passivo che non viene trainato sul fondale e garantisce una cattura più selettiva delle reti. Se adeguatamente gestite, hanno un impatto ambientale ridotto.

Le nasse sono la soluzione più efficace: sono selettive e più sostenibili, pescano solo il granchio senza danneggiare il fondale marino o altre specie. E sono convenienti per i pescatori: una nassa dura almeno due anni, mentre una rete da pesca dura 6 mesi al massimo, perché il granchio blu la distrugge, oltre a mangiare tutto il resto del pesce catturato.

 

Bene, sei arrivato fino alle fine: significa che ami la Natura, proprio come noi.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • specie aliene

Potrebbe interessarti:

“Miele” di Tarassaco: un rimedio naturale per sedare la tosse

“Miele” di Tarassaco: un rimedio naturale per sedare la tosse

Granchio corridore atlantico, un alieno venuto da lontano

Granchio corridore atlantico, un alieno venuto da lontano

Indagine sull'invasione del pericoloso (per la biodiversità) granchio blu

Indagine sull'invasione del pericoloso (per la biodiversità) granchio blu

  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}