Le infrastrutture verdi delle nostre città, boschi urbani e periurbani, sono uno strumento fondamentale per contenere polveri sottili, anidride carbonica e ozono che inquinano l’aria. Ma i boschi da soli non bastano. «I boschi sono potenti filtri naturali, ma c’è bisogno di cambiamenti radicali» avverte Giuseppe Bonanno, direttore di FSC Italia.
Con il persistere delle anomale alte pressioni anche in inverno, i livelli massimi di inquinamento dovuti a ossidi di azoto, ozono e particolato atmosferico (PM10 e PM2.5) nella Pianura Padana sono abbondantemente superati, con gravi rischi per la salute umana.
Il problema dell’inquinamento atmosferico nella Pianura Padana non è recente e già da tempo amministratori locali e Regioni cercano di porvi un rimedio, incentivando, per esempio, il rinnovamento dei sistemi di riscaldamento, favorendo la mobilità dolce o condivisa, avviando programmi di compensazione o stock della CO2 emessa.
Ma ora le città iniziano a cogliere anche l’importanza di investire nel proprio patrimonio boschivo per far diventare i boschi diffusi nell’area che va dal Friuli-Venezia Giulia al Piemonte alleati preziosi per trattenere polveri e inquinanti.
Tra gli interventi ipotizzati ci sono il ricorso alla creazione di nuove foreste e, prima ancora, la conservazione di quelle esistenti, anche in città.
«Gli alberi – sottolinea Bonanno – possono contribuire in molti modi a mitigare gli impatti negativi delle attività umane, a partire proprio dall’assorbimento e stock dell’anidride carbonica attraverso il processo di fotosintesi. Come sottoprodotto di questo processo poi, le piante rilasciano ossigeno».
Le foglie delle piante e gli alberi possono agire, inoltre, come potenti filtri naturali perché trattengono le particelle presenti nell’aria sulla propria superficie e poi, all’arrivo della pioggia, questi inquinanti vengono lavati via e dispersi a terra.
Inoltre, l’ombra fornita dalle chiome dei boschi urbani diminuisce il rischio di picchi nocivi di ozono, fungendo da potente polmone in grado di migliorare la qualità dell’aria.
Ma da soli i boschi non possono certo essere risolutivi. Non tutti gli alberi hanno la stessa capacità di filtraggio, che dipende da fattori come dimensioni della chioma e delle foglie. Per combattere efficacemente l’inquinamento con boschi urbani e periurbani occorre saperli progettare e gestire con professionalità.
«Certificare queste infrastrutture verdi in quanto gestite in modo responsabile consente di verificarne quantitativamente i servizi vitali, facendoli diventare motore di cambiamento anche per cittadini e comunità» conclude Bonanno.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





