Negli ultimi mesi, si sono registrati numerosi avvistamenti di aquile di mare (Myliobatis aquila) nei mari italiani. La presenza delle aquile di mare ha suscitato grande interesse tra gli esperti e gli appassionati del mondo marino.
L’aquila di mare vive in acque temperate e subtropicali, spesso vicino alle coste o nelle baie. Si nutre principalmente di molluschi, crostacei e piccoli pesci, che schiaccia con le sue potenti mascelle. Questi pesci possono raggiungere dimensioni notevoli, con un’apertura alare che può superare il metro.
Nel Mar Mediterraneo, l’aquila di mare è classificata come “vulnerabile” (VU) dalla Lista Rossa dell’IUCN, minacciata a causa di vari fattori, come la pesca eccessiva, la distruzione dell’habitat e l’inquinamento.
La pesca accidentale, in particolare, rappresenta una significativa minaccia, poiché queste razze possono essere catturate nelle reti da pesca destinate ad altre specie.
In risposta a questi avvistamenti e al fenomeno del by-catch – la cattura accidentale che colpisce anche le aquile di mare – è stata definita un’iniziativa rivolta alla sensibilizzazione degli stakeholder del settore subacqueo nell’ambito del progetto LIFE ELIFE, del quale abbiamo parlato nella prima parte dell’articolo in relazione alla tutela degli squali nel Mediterraneo.
L’obiettivo è coinvolgere i diving centre per acquisire dati utili a individuare ulteriori luoghi di aggregazione della specie nel Mediterraneo, oltre a quelli già noti.
Il questionario
L’iniziativa, eseguita in collaborazione con Triton ETS, si basa sulla compilazione di un breve questionario per raccogliere informazioni sui potenziali luoghi di aggregazione dell’aquila di mare nelle acque delle isole Egadi, dell’arcipelago Toscano, della Campania, della Sardegna, della Puglia e di altre regioni.
Il questionario sarà compilabile qui su Google Form.
Una rete di collaborazione tra ricercatori, subacquei e istituzioni
«Questa iniziativa rappresenta un passo importante nella protezione dell’aquila di mare. Coinvolgere i diving centre e gli istruttori subacquei ci permette di ottenere dati preziosi e di sensibilizzare ulteriormente la comunità dei subacquei sulla conservazione di questa specie» ha dichiarato Angelo Mojetta, biologo marino, divulgatore e membro del comitato scientifico di Triton ETS.
Questa iniziativa a basso costo non solo contribuirà alla raccolta di dati scientifici importanti per comprendere meglio i luoghi di aggregazione dell’aquila di mare nel Mediterraneo, ma permetterà di sensibilizzare ulteriormente il settore della subacquea sulla conservazione dell’aquila di mare, rafforzando la rete di collaborazione tra ricercatori, subacquei e istituzioni.
«L’aquila di mare è una specie fondamentale per l’ecosistema marino, ma di cui si sa pochissimo: questo la rende ulteriormente esposta alle pressioni antropiche. Grazie alla collaborazione con i diving centre vogliamo così di mappare i luoghi di aggregazione e di sviluppare strategie di conservazione sempre più efficaci» ha concluso Massimiliano Bottaro coordinatore del progetto LIFE ELIFE.
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