La mano dell’uomo si è spinta troppo in là e sta provocando sconvolgimenti ambientali a scala globale, di cui i cambiamenti climatici odierni sono un esempio eloquente. Le trasformazioni in atto stanno avvenendo troppo rapidamente rispetto ai tempi della natura e sono tali da innescare quella che è stata definita la sesta estinzione di massa nella storia del nostro pianeta: questo è il messaggio che trasmette la mostra “La mano del clima e la mano dell’uomo – I grandi mammiferi estinti dell’Insubria”, aperta al pubblico da oggi 1° marzo fino al 21 febbraio 2026, negli spazi del Museo cantonale di storia naturale a Lugano.
La mostra espone una selezione di fossili prestati dal Museo di Storia Naturale di Milano, provenienti per la maggior parte dai depositi alluvionali del Po e dai suoi affluenti sudalpini, come pure alcuni reperti di orso delle caverne del Museo cantonale di storia naturale di Lugano.
Nella foto di apertura, cranio di cervo megacero Megaloceros giganteus (Corana, Pavia, 71.000–14.000 anni fa), una specie vissuta nell’ultimo periodo glaciale. © Museo di Storia Naturale di Milano e Ministero della Cultura / SABAP CO-LC / foto Adriano Nicolosi / MCSN
Molte di queste specie si sono estinte negli ultimi millenni con l’avvento dell’uomo moderno a causa della caccia, dei processi di domesticazione di alcune specie e delle massicce trasformazioni dell’ambiente naturale.
- Mammut Mammuthus primigenius (71.000–14.000 anni fa), vissuto nell’ultimo periodo glaciale. © disegno Roman Uchytel
- Rinoceronte di Merck Stephanorhinus kirchbergensis (130.000-71.000 anni fa), vissuto nel penultimo periodo interglaciale. © disegno Roman Uchytel
Le variazioni climatiche degli ultimi 200mila anni
La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Milano (curatela di Cristiano Dal Sasso) e con il Dipartimento ambiente costruzione e design della SUPSI (progetto di allestimento) nel quadro degli eventi promossi dal Festival diffuso “L’Uomo e il Clima”.
La mostra illustra le variazioni climatiche degli ultimi 200mila anni attraverso i fossili dei grandi mammiferi che abitarono l’area padana e quella dei grandi laghi prealpini (Insubria) durante i periodi glaciali e i periodi interglaciali. Si tratta di un’alternanza di specie diverse, adattate le une ai climi freddi (bisonti, cervi giganti, alci, mammut), le altre ai climi caldi e temperati (rinoceronti, ippopotami, uri, cavalli).
L’esposizione si sviluppa su un’area di 100 metri quadri. Oltre ai pannelli didascalici con la descrizione delle varie specie delle quali sono esposti i fossili autentici, la mostra consta di pannelli di grande formato che guidano il visitatore nel tempo.
Orari di apertura
Martedì a sabato: ore 9-12 e 14-17
Chiuso nei giorni festivi
Entrata Libera
- Base del palco di un cervo Cervus elaphus lavorato da Homo sapiens (San Cipriano Po, Pavia, Età del rame, 6.000–5.500 anni fa). Il palco è tagliato obliquamente e perforato per ottenere un’ascia da infilare su un manico di legno. © Museo di Storia Naturale di Milano e Ministero della Cultura / SABAP CO-LC / foto Adriano Nicolosi / MCSN
- Cranio di orso delle caverne Ursus spelaeus (Buca di Noga, Valsolda, Como, 71.000–24.000 anni fa) una specie vissuta nell’ultimo periodo glaciale (Museo cantonale di storia naturale). © foto Roberto Pellegrini / MCSN
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