Arrivano ogni anno nei primi giorni di aprile, riempiendo le nostre campagne – almeno quelle meglio conservate – con i loro richiami acuti, sfrecciando tra gli alberi e le abitazioni a più di 50 chilometri orari. Sono le rondini (Hirundo rustica), essenza stessa della primavera e grandi maratoneti tra gli uccelli, capaci di percorrere 20.000 chilometri ogni anno in trasferimenti sulle lunghe distanze.
Ma chi glielo fa fare? Non potrebbero starsene tranquille o spostarsi di poco, come fanno molte altre specie di volatili comuni anche nelle nostre città?
C’è un “piccolo” problema: le rondini sono uccelli insettivori, specializzati nella cattura delle prede in volo, e nella fredda aria invernale non vola nessun insetto.
Non resta quindi che spostarsi e non basta qualche decina di chilometri, bisogna, al contrario, intraprendere un lungo viaggio verso luoghi più caldi e ben riforniti di cibo. Nel caso delle rondini si parla dei grandi spazi dell’Africa meridionale, dall’altro capo del mondo, raggiunti dopo un viaggio di circa 4 settimane e 8-10.000 chilometri, a seconda della località.

Rondine (Hirundo rustica).
Questi uccelli volano a una media di circa 30 chilometri orari per dieci ore al giorno, fermandosi un po’ di volte per bere, mangiare e riposare, rimettendosi in viaggio la mattina seguente, orientandosi con le caratteristiche del paesaggio e i campi magnetici. La oopolazione italiana è stimata in 500.000-1.000.000 coppie ed è considerata stabile dall’IUCN.
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