«Sarà perché è una specie con altissime capacità di sopravvivenza anche in condizioni avverse. Sarà pure perché, trattandosi di un superpredatore, pone innegabili questioni di convivenza con alcune attività umane. Fatto sta che la paura del lupo è tornata a diffondersi». Così scriveva poco più di un anno fa in un articolo su questo sito Michele Mauri.
E, in effetti, il tema della convivenza – o meglio, della mancata convivenza – con il lupo è diventato quanto mai di attualità.
Due avvenimenti hanno stimolato le reazioni delle associazioni più sensibili al tema della convivenza con il lupo, che hanno espresso il loro parere con dei comunicati che siamo lieti di sottoporre all’attenzione dei lettori.
Narrazione allarmistica su un tema delicato e complesso
Comunicato dell’Associazione “Io non ho paura del lupo”.
«Il recente servizio de “Le Iene” dal titolo Allarme lupi: siamo al sicuro? rappresenta un esempio preoccupante di narrazione allarmistica su un tema delicato e complesso come la convivenza tra esseri umani e grandi carnivori. La scelta di concentrarsi su casi limite, senza offrire un quadro completo e bilanciato della situazione, dipinge una visione estrema e distorta del lupo, alimentando paure infondate tra i cittadini e utilizzando esclusivamente toni emotivi, che nulla hanno a che fare con la scienza.
È innegabile che la presenza del lupo, in alcune circostanze, possa rappresentare una sfida per il mondo rurale, specialmente per gli allevatori, e che spesso, a seconda del contesto regionale, gli indennizzi per i capi predati possono arrivare in ritardo o possono essere inadeguati.
Tuttavia, il servizio ignora completamente il fatto che oggi esistono strumenti gratuiti e supporti istituzionali dedicati proprio a prevenire questi problemi. Gli allevatori, spesso, possono usufruire di diverse misure di prevenzione messe loro a disposizione dalle Istituzioni per proteggere il bestiame, come per esempio recinzioni di svariate tipologie e cani da guardiania, soluzioni che, quando messe in opera correttamente, sono altamente efficaci, come testimoniano i moltissimi allevatori che, tramite l’utilizzo di questi strumenti, hanno minimizzato e talvolta azzerato le perdite.
[…]
Una comunicazione responsabile dovrebbe quindi offrire una panoramica completa, includendo anche le testimonianze di chi vive la coesistenza come una realtà possibile, grazie all’utilizzo di strumenti adeguati e al supporto degli Enti preposti, e trattare gli episodi di aggressioni nei confronti dell’uomo avvenuti in Italia, per quello che sono: rari ed isolati casi che nella loro eccezionalità non rappresentano quella che è la normale etologia del lupo nel nostro Paese.
Come Associazione, fondata da abitanti di montagna, di città, ma anche da allevatori e lavoratori dell’ambiente rurale, chiediamo pertanto che il tema venga affrontato con maggiore serietà ed equilibrio, valorizzando le soluzioni già disponibili e promuovendo una cultura della coesistenza, essenziale per il futuro delle nostre comunità e della nostra biodiversità, soprattutto dinanzi alle emergenze climatiche e naturali che minacciano oggi le nostre società e il futuro della nostra specie, quella umana».
Approvato in Senato l’emendamento per uccidere i lupi
Comunicato dell’Associazione “LNDC – Animal Protection”.
«LNDC esprime il proprio sdegno e una ferma condanna per la decisione del Senato di inserire, nel DDL Montagna, un emendamento che consentirà di procedere con l’uccisione dei lupi in Italia. Questa scelta è una minaccia alla biodiversità e ai risultati di anni di impegno nella conservazione di una specie fondamentale per l’ecosistema italiano ed europeo.
L’abbattimento dei lupi rappresenta una soluzione brutale e inadeguata a questioni che potrebbero essere risolte attraverso misure di gestione responsabili e basate su dati scientifici.
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L’indiscriminato ricorso alla violenza contro una specie protetta non è giustificabile; LNDC vuole ancora una volta sottolineare che esistono alternative più etiche e sostenibili, come programmi di prevenzione dei danni per gli allevatori, recinzioni protettive e l’uso di cani da guardiania».
Comunicato dell’Associazione “Enpa – Ente Nazionale Protezione Animali”.
«L’emendamento approvato in Senato dalla maggioranza, nel quadro del DDL Montagna, segna di fatto la riapertura della caccia al lupo e pone le basi per l’eradicazione della specie dal territorio italiano.
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Contrariamente a quanto sostenuto dai fautori di questo scempio, la norma ammazza-lupi mette l’Italia ancora una volta in rotta di collisione con Bruxelles ed espone il nostro Paese a una nuova procedura di infrazione. Dire che questo obbrobrio giuridico sia in linea con la direttiva Habitat è falso, giacché la direttiva non concede agli Stati-membri una licenza di uccidere ma, date alcune circostanze, eccezionali e ben documentate, autorizza a derogare lo status di particolare protezione accordato al lupo. Invece, la norma “ammazzalupi” prevede che le Regioni e le Province possano uccidere ogni anno una certa quantità di lupi. Ciò nei fatti equivale a riaprire la caccia al lupo».
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