Per secoli i lupi (Canis lupus) sono stati perseguitati, scomparendo da luoghi dove erano ampiamente diffusi, soprattutto in Europa e in Nord America.
A partire dagli anni Settanta del Novecento, tuttavia, questi animali hanno cominciato a godere di una protezione sempre più estesa.
In Italia il lupo è diventato specie protetta nel 1971, quando ne rimanevano ormai pochi individui nascosti in angoli remoti dell‘Appennino meridionale.
Da allora, anche grazie a una rete di parchi naturali in continua espansione, i lupi hanno riguadagnato progressivamente terreno.
E ha fatto tutto da solo: ciò significa che non c‘è stata alcuna reintroduzione o traslocazione di lupi in Italia, sia da parte di popolazioni italiane che europee, come a volte si sente dire.
Gli ultimi conteggi, risalenti al 2020, parlano di circa 2000 individui, presenti su circa un quarto del territorio nazionale, con una tendenza all‘aumento.
È in corso, inoltre, la classificazione e interpretazione dei dati raccolti dalla campagna di monitoraggio dei lupi in Italia, coordinata da ISPRA su mandato del Ministero dell’Ambiente, conclusasi lo scorso marzo.
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