Se siete abituati a leggere gli articoli di De Ambrosis, saprete bene che la parte del leone la fanno le indicazioni stradali – la prima curva a destra, poi quella a sinistra, poi diritti per cento metri – e le descrizione dei borghi, delle chiese e dei monumenti… Ma, stavolta, il nostro collaboratore su due ruote ha totalmente tratto ispirazione dalla natura che segna le stagioni e ci propone un insolito calendario punteggiato dalle foto che ha scattato durante i suoi infiniti giri in bicicletta. Infatti, non va dimenticato che, insieme alle pedalate, la sua grande passione è la fotografia.
Per un ciclista quasi a tempo pieno, come sono io, la pianura lombarda esercita un grande fascino e col tempo e l’esperienza s’impara a conoscerla e a osservarne i dettagli.
Al punto che per capire il periodo che si sta vivendo, non serve un comune calendario, ma è chiarissimo quello che la campagna ci disegna davanti agli occhi. Fatto di forme e di colori.
Primavera
Ogni anno si ripete una trepidante attesa per l’arrivo dei primi papaveri che tra aprile e maggio la fanno da padroni, sfidando i più sofisticati metodi di diserbo.
È forse il momento dove la campagna coltivata ci offre il massimo del suo splendore, come per ripagarci del torpore che si è concessa durante i lunghi mesi invernali.
Tra l’altro questo 2023 ci ha offerto una fioritura particolarmente abbondante e duratura.
Insieme ai papaveri, in un binomio inseparabile, ecco maturare il grano, prima verde, macchiato dal rosso dei suoi amici/nemici papaveri.
Poi, man mano, più scuro a ricordarci che il sole reciterà sempre più la sua ardente parte.
Estate
Ma il tempo passa inesorabile, ahimè, i papaveri sono spariti e le mastodontiche mietitrebbiatrici portano a casa il giusto compenso per i contadini che hanno seminato il frumento.
Per il ciclista il meglio che può offrirgli la vista di un campo sta passando rapidamente, ma in cambio, il mais sta raggiungendo la sua massima altezza rendendo le strade di campagna più segrete e nascoste, mentre le si percorre in mezzo a due alti muri di verde. Si perde la visione di quello che ci circonda, ma la sensazione di tornare bambini, affiora in questo gioco a nascondino.
Così a luglio è già tempo di aspettare una nuova primavera? Niente affatto, pedali ai piedi e gambe in forma, via verso le colline, dove, con un po’ di fortuna, si possono intercettare i maestosi girasoli che tingono ordinatamente il mondo di giallo.
A seconda delle previsioni del mercato, ci sono anni favorevoli alla coltivazione dei girasoli e si possono ammirare colline interamente rivestite con questi enormi fiori gialli.
Autunno
Come tutte le cose belle, prima o poi, sfioriscono: purtroppo vedere un campo di girasoli ormai grigi e secchi, con i loro testoni che rovinano verso la terra, è assolutamente uno spettacolo deprimente, molto meglio guardare altrove.
Siamo all’epilogo? No! Ci sono ancora colori da vivere. Noi che abitiamo nella pianura padana, possiamo contare sul riso che con i suoi grappoli di chicchi illuminerà di un giallo tenue i campi ancora per un paio di mesi. Ci farà compagnia fino a metà ottobre.
Per chi vive in collina, la festa per gli occhi, continua ancora più ricca grazie ai vigneti e all’euforia della vendemmia.
L’autunno ci spinge a pedalare ad ogni altezza entro il limite della vegetazione per non perdere nessuna sfumatura dei suoi caldi colori.
Inverno
Quando tutto sembrerà perduto, sarà la terra fresca di aratura con tutte le sue sfumature e il forte contrasto col verde del grano novello a darci l’ennesima scusa per saltare in sella.
Se poi troveremo la nebbia o la neve saremo capaci di giocare anche con quelle!
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