La mia infanzia è stata costellata da esperienze che hanno favorito un legame profondo con la natura, pur crescendo in città. La mia storia nasce, infatti, in una famiglia di agricoltori, dove la terra non era soltanto un bene, ma un valore fondante, una cultura, un linguaggio fatto di gesti concreti, antichi e di rispetto profondo.
La cascina dei nonni
Lì ho imparato ad ascoltare il mondo naturale e provavo un amore assoluto verso gli animali e una tenerezza infinita per i conigli. Creature delicate, silenziose, spesso relegate in gabbie anguste, al buio e ignare della vita all’aria aperta e nel verde. Da adulta, avrei condiviso con un coniglio il mio spazio domestico e magari un balcone, lasciandolo vivere senza costrizioni e circondandolo di affetto e dedizione.
Il primo indimenticabile coniglio
Era un incantevole testa di leone olandese dagli occhi azzurri, ha segnato l’inizio di un percorso profondo, trasformativo. Non era solo un animale domestico: era presenza, relazione, sorpresa, scoperta.
Con il tempo ho compreso ciò che pochi immaginano: un coniglio libero in appartamento rivela un’intelligenza sorprendente, una sensibilità raffinata, una capacità relazionale autentica: osserva, ascolta, apprende. Impara a utilizzare la lettiera con disciplina impeccabile, riconosce i richiami, interpreta il linguaggio umano e, soprattutto, comunica. Ho studiato a lungo i loro comportamenti, ho stretto amicizia con allevatori, veterinari esperti in esotici, fino a coglierne le sfumature più impercettibili: ogni gesto, ogni movimento racconta un’emozione, un bisogno, un pensiero.
Arrivano gli altri
Nel tempo i miei conigli sono diventati tre, quattro, addirittura cinque. Il coniglio è un animale sociale, ha bisogno di compagnia, di interazione continua fatta di complicità, rispetto, gioco.
Benché dolcissimo e a tratti molto buffo, non è un meraviglioso peluche, è un essere vivente complesso, emotivo, capace di restituire amore nella forma più autentica.
Do ut des
Pur richiedendo impegno e dedizione, la sua presenza regala un ritorno concreto e tangibile alla natura. Il contatto con un animale che si nutre di fieno e verdure fresche diventa un invito a riscoprire l’essenziale, a tornare alle origini, distinguendo ciò che conta da ciò che è sovrastruttura. In questa relazione nasce consapevolezza: la semplicità diventa verità, la naturalezza linguaggio, l’essenzialità identità, aprendo a una dimensione più autentica che si traduce in benessere e riconnessione con sé stessi.
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