Lo scorso anno il MUSE, Museo delle Scienze di Trento, ha chiuso una stagione di successi, con tanti cambiamenti e novità, e nel 2025 prende il via un nuovo ciclo di vita per il museo.
Superato il traguardo delle 550 mila presenze della rete MUSE nel 2024, il nuovo direttore Massimo Bernardi traccia la rotta per il 2025, con un nuovo Comitato scientifico, grandi mostre e inedite collaborazioni.
I 5 pilastri della nuova direzione
- Un museo fondato su ricerca e innovazione
Nell’immaginare un museo sempre più vocato alla ricerca e all’innovazione, il direttore Massimo Bernardi vede un “museo laboratorio”: di nuova conoscenza, di nuove pratiche, di nuova museologia. Un museo officina per inventare nuovi linguaggi, nuovi format, nuovi approcci alla comunicazione, alla valorizzazione del sapere.
Un museo nel quale l’impegno storico per la ricerca naturalistica e archeologica, in primis orientata al contesto montano, viene preservato e potenziato.
Bernardi si propone, inoltre, di estendere l’impegno nella ricerca del museo anche verso nuovi ambiti, come quelli pedagogico, della comunicazione e della museografia.
- Da museo diffuso a museo esteso
Il MUSE ambisce a poter essere un museo di rilevanza nazionale, un museo che guarda al contesto internazionale e, allo stesso tempo, una rete di sedi ad alta rilevanza locale per Trento, Ledro e Predazzo e poi per Arco, per il Bondone, (e anche per Mang’ula, in Tanzania).
L’intenzione del direttore è di passare da museo diffuso a museo esteso, ovvero da “rete di sedi” a “sistema culturale integrato e coerente”.
- Un museo che si rilegge ai sensi dell’Antropocene
Bernardi immagina un museo che si proponga sempre più quale “strumento di interpretazione, rielaborazione e partecipazione” delle complesse dinamiche ecosistemiche delle quali siamo parte. In questo modo il direttore intende proporre che il MUSE si offra quale “spazio di coesione sociale”, in una società ampiamente disgregata dallo spaesamento e dalle ingiustizie antropoceniche.
- Un museo internazionale
Le linee d’indirizzo della nuova direzione prevedono di lavorare affinché il MUSE sia pienamente immerso nel dibattito museale internazionale. Se la ricerca scientifica è rivolta in modo connaturato a un contesto più che locale, una seconda accezione di internazionalizzazione sottolineata dal direttore fa riferimento esplicito all’offerta per i pubblici del museo.
- Un museo delle persone
Ogni giorno, in tutte le sue sedi lo staff MUSE incontra studentesse e studenti, si confronta con ricercatrici e ricercatori, progetta installazioni ed eventi: il museo esiste per garantire un servizio pubblico che, afferma, ogni giorno sostanzia la democrazia in quanto luogo utile alla società.
Il nuovo CdA
- Presidente: Stefano Bruno Galli, Professore aggregato dell’Università degli Studi di Milano, insegna Storia delle Dottrine e delle Istituzioni politiche.
- Consigliera e Vicepresidente: Laura Velia Strada, giornalista professionista.
- Consigliere: Alessandro Franceschini, architetto e urbanista.
Il nuovo Comitato scientifico
- Esperto nell’ambito della ricerca scientifica: Prof.ssa Anna Giorgi, ordinario di Botanica Ambientale e Applicata nell’Università degli Studi di Milano, Milano;
- Esperto nell’ambito delle politiche educative: Prof.ssa Paola Mattei, ordinario di Scienza politica nell’Università degli Studi di Milano, Milano;
- Esperto nell’ambito delle politiche culturali: Dott. Andrea Cancellato, presidente di Federculture e direttore generale ADI Design Museum – Compasso d’Oro di Milano, Milano.
- Esperto nell’ambito della comunicazione scientifica: Dott. Maurizio Melis, giornalista scientifico;
- Esperto nell’ambito della ricerca scientifica: Prof. Luigi Boitani, Professore Onorario (Emerito) di Zoologia presso Università di Roma “Sapienza”, Roma.
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