Per quanto il cognome Darwin faccia riecheggiare nella mente di tutti il nome del padre dell’evoluzionismo, la sua famiglia ha donato alla storia altri personaggi meritevoli di essere ricordati per il loro contributo alle scienze naturali, e non solo. Di Charles Darwin abbiamo già raccontato numerosi aneddoti e vicende personali (ad esempio qui, qui e qui).
Di suo cugino Francis Galton abbiamo sottolineato alcuni grandi meriti in campo matematico e statistico e la colpa di aver dato origine alla funesta disciplina dell’eugenetica. Ben più raramente viene, invece, citato il nonno dei due, Erasmus Darwin (1731-1802), che passò un po’ in secondo piano con l’incredibile notorietà raggiunta da Charles dopo la pubblicazione de L’origine delle specie.
Il che è un vero peccato, perché Erasmus Darwin fu un personaggio estremamente affascinante, uno dei più validi rappresentanti dell’Illuminismo in Inghilterra e un precursore dell’idea di evoluzione naturale che avrebbe preso piede parecchi decenni dopo la sua morte.
La società “illuminata” del nonno di Darwin
Darwin fu un medico di successo ma si dedicò a molti altri campi di studio, come la filosofia, la poesia e le scienze naturali. Tra i suoi più grandi contributi all’Illuminismo inglese ci fu la creazione della celebre Lunar Society di Birmingham, che fondò insieme ad altri grandi pensatori suoi contemporanei, in particolare il commerciante e filantropo Matthew Boulton.
Filosofi e intellettuali si incontravano per discutere di politica, società, industria, scienza e arte. Gli incontri, nati formalmente come semplici cene, potevano protrarsi anche per molte ore, e ben presto si prese l’abitudine di sfruttare le serate di luna piena per garantire un po’ più di luce a chi doveva poi rientrare a casa. I partecipanti iniziarono a chiamarsi scherzosamente lunaticks, vagamente traducibile come “zecche lunari”, con un chiaro riferimento al termine inglese lunatics, “lunatici”. Tra i luoghi di incontro più frequenti c’era proprio la villa di Darwin a Lichfield, nello Staffordshire, tuttora visitabile.
In questi incontri emerse un pensiero estremamente progressista e avanti rispetto ai tempi da parte dei membri dell’associazione, con un forte sostegno ai diritti civili, all’abolizione della schiavitù, all’emancipazione della donna. Tra i tanti celebri scienziati che negli anni parteciparono alle cene della Lunar Society ci furono anche il padre della macchina a vapore James Watt e il geniale inventore e politico americano Benjamin Franklin.
Inventore, botanico e… fonte di ispirazione per il nipote!
Stupisce anche il lato più creativo di Erasmus Darwin: fu un valido inventore, in grado di sviluppare nuovi modelli perfezionati di carrozze e mulini a vento, oltre a promuovere moderni sistemi di canalizzazione e l’utilizzo delle macchine a vapore.
Quando i suoi interessi si diressero verso il mondo vegetale, scrisse The loves of the plants (1789), in cui commentò la classificazione delle piante di Linneo e coniò buona parte dei termini comuni inglesi usati tuttora per identificare le varie specie. The botanic garden, pubblicato nel 1791, fu illustrato nientemeno che da William Blake. In Phytologia, pubblicato nel 1800, suggerì l’utilizzo di fertilizzanti e nuove tecniche di coltivazione per migliorare i raccolti e la produttività dei campi.
Il trattato Zoonomia, creato tra il 1794 e il 1796, riscosse un enorme successo di pubblico e venne tradotto in francese, tedesco e italiano. Ed è in quest’opera poetica che appare il celebre verso in cui si ipotizza come tutta le più svariate forme di vita si siano formate a partire da un unico “filamento vivente”: una visione che non avrebbe lasciato indifferente suo nipote Charles, decenni dopo.
L’omaggio degli scrittori
E, per quanto la figura di Erasmus sia stata oscurata nel tempo dall’enorme notorietà sopraggiunta al nipote, è indubbio che si sia trattato di un personaggio chiave per lo sviluppo di una società moderna, laica, sempre più aperta al progresso tecnologico e culturale: un substrato su cui la teoria di Charles avrebbe potuto attecchire prima, crescere rigogliosamente poi, sino a diventare la più importante idea di tutta la storia delle scienze della vita.
Erasmus Darwin venne citato come fonte di ispirazione da molti scrittori romantici e dall’autrice di Frankenstein Mary Shelley, venne ricordato come benefattore e geniale inventore e, nondimeno, come mente rivoluzionaria. Ecco come Erasmus Darwin descrisse il mondo naturale, una scena che ai lettori dell’Origine delle specie suonerà in qualche modo familiare:
“Un enorme macello, una scena universale di rapacità e ingiustizia”.
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