Il Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus) è una specie particolarmente protetta nel nostro Paese: si tratta di un uccello acquatico inconfondibile per il piumaggio bianco e nero, il becco e le zampe lunghe e sottili e i movimenti agili. Coraggioso difensore del proprio territorio, abita zone umide, ambienti paludosi e aree salmastre dove si nutre di insetti, crostacei e altri invertebrati. In primavera, a partire dal mese di aprile, nidifica in questi ambienti acquatici edificando nidi a terra che appaiono come piccoli cumuli di fango e residui vegetali. È una specie migratrice che sverna in Africa.
Un progetto condiviso per la salvaguardia del Cavaliere d’Italia
Dalla collaborazione tra il Parco del Ticino e il mondo agricolo nasce un progetto condiviso per la salvaguardia del Cavaliere d’Italia, che potrà essere replicato in altre aree anche nei prossimi anni.
Quest’anno i Guardiaparco del Parco del Ticino, Massimo Balocco e Francesca Bocca, hanno notato la presenza di un gran numero di nidi di Cavaliere d’Italia, addirittura circa 100, nelle risaie di Cassolnovo coltivate con la tecnica in sommersione. La scelta di questi uccelli di deporre le uova in risaie allagate rispetto a siti naturali è strettamente legata alla presenza di acqua nelle risaie in primavera.
Gli agricoltori di Cassolnovo, attuando la tecnica tradizionale della semina del riso in sommersione, svolgono un ruolo di estrema importanza per la ricarica delle falde acquifere e per il mantenimento di suoli umidi in vista della stagione estiva, esempio encomiabile di adattamento al cambiamento climatico.

Cavaliere d’Italia indisturbato dal trattore al lavoro nelle risaie di Cassolnovo, grazie a pochi, semplici accorgimenti. © Mattia Nocciola / Parco del Ticino
L’estensione delle risaie allagate e il richiamo di questi uccelli aveva quest’anno proporzioni ragguardevoli tanto che i tecnici del Parco, in collaborazione con l’esperto ornitologo dott. Fabio Casale, hanno deciso di monitorare l’evoluzione delle nidificazioni.
Intanto gli agricoltori dovevano necessariamente proseguire le loro pratiche agricole di coltivazione del riso in sommersione e questo avrebbe messo a rischio i nidi prima e i nuovi nati subito dopo.
Sono bastati una disponibilità di fondo e alcuni semplici incontri direttamente in risaia fra tecnici del Parco, Guardiaparco e gli agricoltori per trovare soluzioni pratiche e condivise.
Gli agricoltori hanno messo in campo attenzioni particolari per non disturbare o danneggiare gli uccelli in cova e la crescita dei piccoli pulcini: movimenti dei trattori più lenti, traiettorie adeguate, brevi interruzioni delle operazioni di distribuzione dei prodotti fitosanitari, adeguamento di tempi e programmazione degli interventi e così via.
Il Parco ha coordinato, monitorato la nidificazione e verificato i risultati. In questo modo le coltivazioni di riso non hanno subito gravi effetti negativi e contemporaneamente le nidificazioni dei Cavalieri d’Italia sono state portate a termine con esito soddisfacente per tutti.
A Cassolnovo (Pavia), il presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni, e il Direttore, Claudio De Paola, hanno premiatori i quattro agricoltori di Cassolnovo che coltivano riso in sommersione, Cristina Ballone, Giovanni Locateli, Maurizio Spirolazzi e Pier Carlo Guallini, e i due Guardiaparco.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com




