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LA NATURA E I SUOI SEGRETI vai alla rubrica

Il ragno coccinella

Il ragno coccinella
Ragno coccinella. © Francesco Tomasinelli

Francesco Tomasinelli Francesco Tomasinelli 1 Gen 2021

Non poteva esserci nome più appropriato per questo curioso ragno: sull’addome vellutato del maschio si trovano infatti 4 macchie nere su sfondo arancione che ricordano la livrea di una coccinella.

Un nome volgare che è diffuso principalmente in Inghilterra (Ladybird spider) dove la specie è protettissima e ben più nota. La femmina è invece ben più tozza, il suo corpo misura anche più di 2 cm e può pesare fino a venti volte tanto.

Anche lo stile di vita è diverso. Le femmine, infatti, costruiscono un piccola ragnatela a livello del suolo che si irradia per pochi centimetri in tutte le direzioni, segnalando il passaggio di una preda: la proprietaria della trappola rimane in attesa in un tubo di seta profondo 5-10 cm sotto un tronco o una pietra, in contatto con i cavi della ragnatela e, appena qualcosa passa vicino, guizza fuori e la cattura. Tra le prede tipiche figurano coleotteri e millepiedi.

ragno coccinella

Una femmina di ragno coccinella. © Francesco Tomasinelli

Il maschio, diversamente dalla compagna, una volta raggiunta l’età adulta e indossata la sua sfavillante livrea, conduce vita errante, alla ricerca delle femmine. Una volta che ne ha trovata una, convive con essa nella stessa ragnatela.

L’accoppiamento è seguito dalla produzione di un grande involucro con centinaia di uova che la madre protegge gelosamente. I ragnetti, nati un mese dopo circa, rimangono in famiglia qualche settimana prima di disperdersi nella macchia circostante.

La crescita è piuttosto lenta: una femmina richiede 3-4 anni per raggiungere la taglia adulta, il maschio 2 anni. Gli Eresus prediligono località calde e assolate, con vegetazione rada e suolo ricco di sabbia, idoneo a scavare una tana.

Più comuni da noi che nel Nord Europa, gli Eresus  negli anni Venti del secolo scorso furono dati per estinti in Inghilterra: riscoperti nel 1979, furono poi rigidamente protetti.

Da noi questi ragni non sono ancora tutelati ma lo meriterebbero, per la rarità, la curiosa colorazione e il valore di indicatore ecologico di ambienti poco antropizzati.

Nome

Eresus cinnaberinus (Olivier, 1798). Sinonimo di Eresus niger.

Classificazione

Phylum Arthropoda, classe Arachnida, ordine Araneae, famiglia Eresidae.

Areale

In Italia si trova principalmente nelle regioni costiere, in zone calde e soleggiate ma la distribuzione è molto limitata. In Europa si rinviene localmente anche al Centro-Sud, fino alla Russia Meridionale e in Inghilterra.

Dimensioni

Fino a 2,5 cm il corpo della femmina; circa 1 cm quello del maschio.

Alimentazione

Zoofoga, si nutre di piccoli artropodi, soprattutto di coleotteri e di  millepiedi.

Riproduzione

Accoppiamento estivo. Le uova, accudite gelosamente dalla femmina, si schiudono dopo un mese circa. I piccoli rimangono con la madre nel nido sotterraneo qualche settimana prima di disperdersi.

Protezione

Al momento la specie non è protetta in Italia, mentre ciò avviene in Germania e Inghilterra.

 

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