di Alberta Mandich
Anche tra i delfini tursiopi (Tursiops truncatus), il rapporto forte e duraturo tra la madre e il proprio cucciolo è fondamentale per mantenersi in contatto reciprocamente, già subito dopo il parto. Ma come fa il cucciolo a riconoscere immediatamente la mamma in mezzo a tanti altri adulti, tutti molto simili tra loro?
Il riconoscimento reciproco, l’identificazione dei compagni e della prole e la possibilità di discriminare tra amici e nemici giocano un ruolo essenziale nel comportamento degli animali sociali come i tursiopi. Tra i possibili sistemi di comunicazione, in un ambiente complicato come il mare, l’uso dei segnali acustici permette di identificare individui a distanze maggiori di quanto possano fare la vista o l’olfatto consentendo di avviare e mantenere le interazioni sociali e coordinare le attività del gruppo.
Per identificarsi e comunicare l’un con l’altro, in modo simile a quello che noi facciamo con il nome delle persone, i tursiopi utilizzano, tra le altre vocalizzazioni, un richiamo specifico ad alta frequenza, sviluppato durante l’infanzia e conservato per tutta la vita, il cosiddetto “fischio firma”.
In molte specie, le firme vocali individuali svolgono un ruolo importante nel riconoscimento genitore-figlio. Questo accade anche per il tursiope, per cui i “fischi firma” servono a facilitare il riconoscimento e a instaurare il legame madre-cucciolo. È fondamentale che le mamme tursiopi possano contare su un richiamo acustico univoco per riunirsi al proprio cucciolo, considerando che il mare aperto è un posto difficile in cui crescere e non ci si può permettere di rimanere separati troppo a lungo dalla propria madre. Questo legame intenso, porta il cucciolo a diventare letteralmente l’ombra della mamma, imitando ogni sua mossa per imparare a nuotare, cacciare, socializzare e sopravvivere ai pericoli.

Un gruppo di tursiopi fotografati al largo di Agrigento durante le spedizioni di ricerca dell’Associazione MeRiS. © Jessica Alessi
La funzione del “fischio firma”
Ma chi chiama chi? E il cucciolo, quando inizia a riconoscere il richiamo della madre? Tutte le madri si comportano allo stesso modo? La madre richiama il suo piccolo con lo stesso fischio in ogni occasione? A questi e altri interrogativi stanno provando a rispondere numerosi studi che, anche se condotti in gran parte su esemplari in cattività e non sempre completamente concordanti nell’interpretazione dei dati, hanno documentato come il “fischio firma” svolga una funzione importantissima per mediare il riconoscimento madre-cucciolo subito dopo la nascita (Ames et al., 2019).
Hill e collaboratori (2007) hanno dimostrato che, durante periodi di separazione forzata, madre e cucciolo incrementano la produzione dei fischi in modo proporzionale alla distanza di separazione, tuttavia sembra che sia il piccolo a fischiare più frequentemente per iniziare una riunione, piuttosto che la madre. E questo è comprensibile, dal momento che il cucciolo sviluppa il proprio caratteristico fischio solo nei primi mesi di vita e, fino ad allora, la madre non avrebbe la possibilità di riconoscerlo in caso di allontanamento.
Per ottenere un richiamo di successo, il piccolo deve essere in grado di percepire e distinguere il fischio unico della madre dagli altri conspecifici. Ma come e quando inizia questo stretto rapporto vocale? Alcuni studi ipotizzano che il cucciolo, così come accade per gli umani, inizi a conoscere il fischio caratteristico della madre già in utero.
King e collaboratori (2016) hanno osservato che le mamme tursiope emettono il loro caratteristico fischio molto più frequentemente nei giorni prima della nascita e poi nelle prime due settimane di vita del piccolo (con un incremento fino a cinque volte) per poi gradatamente ridurne la frequenza. Questo consentirebbe al cucciolo di imparare il “fischio firma” della madre nelle prime settimane della loro vita (imprinting vocale) per poter identificare la mamma dal resto del branco. Durante questo periodo, accade un fatto molto interessante: gli altri delfini diventano notevolmente più silenziosi, cosa che i ricercatori ritengono avvenga per non confondere il cucciolo facendogli imparare un “fischio firma” sbagliato.
Avviso di pericolo
È probabile che le madri utilizzino più di un segnale per comunicare con i loro piccoli, a seconda della gravità della situazione, variando da segnali più tranquilli che consentono di mantenere la vicinanza tra i due a segnali più imperiosi in situazioni di pericolo (Kuczaj et al., 2015). Inoltre, il tipo di relazione che si crea tra un cucciolo e sua madre sembrerebbe essere influenzata dal modo preferito della madre di interagire con il suo piccolo. Le madri delfino mostrano una gamma di stili materni che sembrano differenziarsi in base al livello di controllo materno. Esisterebbero modi diversi di essere mamma, ma anche una stessa madre sembra poter modificare il suo stile individuale man mano che il cucciolo cresce e al mutare del contesto sociale (Hill et al., 2007).
Bibliografia
- Ames A.E., Macgregor R.P., Wielandt S.J., Cameron D.M., Kuczaj II S.A., Hill H.M. (2019). Pre- and Post-Partum Whistle Production of a Bottlenose Dolphin (Tursiops truncatus) Social Group. Int. J. Comp. Psychol., 32. https://doi.org/10.46867/ijcp.2019.32.02.02
- King S.L., Guarino E., Keaton L., Erb L., Jaakkola K. (2016). Maternal signature whistle use aids mother-calf reunions in a bottlenose dolphin, Tursiops truncatus. Behavioural Processes, 126, 64-70. https://doi.org/10.1016/j.beproc.2016.03.005
- Kuczaj, S. A. II, Eskelinen, H. C., Jones, B. L., & Borger-Turner, J. L. (2015). Gotta go, Mom’s calling: Dolphin (Tursiops truncatus) mothers use individually distinctive acoustic signals to call their calves. Anim. Behav. Cogn., 2, 88-95. https://doi.org/10.12966/abc.02.07.2015
- Hill, H.M.; Greer, T.; Solangi, M.; Kuczaj, S.A. (2007). All mothers are not the same: Maternal styles in bottlenose dolphins (Tursiops truncatus). Int. J. Comp. Psychol., 20, 35–54. https://doi.org/10.46867/ijcp.2007.20.01.03
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