Uno degli argomenti più dibattuti sui media a livello internazionale riguarda il riscaldamento globale del Pianeta causato delle emissioni artificiali di gas serra. Il cambiamenti climatico, con i relativi danni e le ripercussioni sono, infatti, sotto gli occhi di tutti, negazionisti a parte.
Un recentissimo studio condotto da un team di ricercatori americani e finlandesi ha cercato di comprendere quali conseguenze questi fenomeni abbiano sulla fauna, in particolare sugli uccelli boreali, quelli che vivono a sud del circolo polare artico.
Il monitoraggio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) e mette in evidenza come i periodi di riproduzione di questi uccelli siano sempre più anticipati e più brevi. La causa sarebbe proprio l’aumento delle temperature in Finlandia, dove nell’ultimo mezzo secolo, si sono registrati incrementi da 0,8 a 1,6 gradi Celsius.
I ricercatori confrontato i dati con quelli del database del Museo finlandese di Storia Naturale che conservano informazioni relative al comportamento riproduttivo di 73 specie su un periodo di 43 anni, con riferimenti per oltre oltre 820.000 uccelli nidificanti!
L’ipotesi degli studiosi è che il riscaldamento oggi renda disponibili prede e siti riproduttivi prima di quanto avvenisse in passato e questo aspetto potrebbe modificare le abitudini riproduttive (accoppiamento e deposizione) di molte specie ornitiche.
Nell’articolo è emerso che gli uccelli boreali hanno spostato mediamente la data di inizio della stagione riproduttiva di ben 4,6 giorni nell’arco di soli 43 anni mentre hanno accorciato la stagione riproduttiva mediamente di 1,7 giorni.
L’altra scoperta è la nuova tendenza a non migrare di alcune specie. Nel bacino del Mediterraneo, per esempio, assioli, upupe e altri uccelli insettivori se possono evitano il viaggio verso i quartieri più caldi, complici inverni sempre più miti.
Tuttavia, le ripercussioni sulla fauna selvatica sono ancora poco definite e vedremo se in futuro alcune risposte emergeranno dai numerosi monitoraggi che si stanno effettuando.
Nel frattempo impegniamoci con forza per frenare e arrestare i cambiamenti climatici che certamente influenzeranno il futuro nostro e dei nostri figli.
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