Le foreste svolgono un ruolo cruciale nel fornire alimenti e oltre 5 miliardi di persone in tutto il mondo dipendono da esse, in misura maggiore o minore, per il proprio sostentamento. Tuttavia, il loro contributo alla sicurezza alimentare e alla nutrizione rimane in gran parte trascurato nelle statistiche nazionali e nei quadri politici.
Un nuovo rapporto (scarica qui il documento) intitolato “Foreste per l’alimentazione: nutrire le persone, sostenere il pianeta”, pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), elaborato in collaborazione con la Landscape Alliance, sottolinea l’importanza delle foreste nella lotta alla fame e alla povertà e invita i Paesi a integrarle nelle politiche relative ai sistemi agroalimentari.
«Lavorando insieme e integrando pienamente le foreste nelle strategie nazionali, regionali e globali, possiamo costruire sistemi agroalimentari più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili. Dobbiamo farlo, perché la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste sono fondamentali per nutrire le persone, sostenere il pianeta e migliorare il benessere delle generazioni presenti e future» ha scritto il Direttore Generale della FAO QU Dongyu nella prefazione del rapporto.
Il mondo ha perso in media 10,9 milioni di ettari di foresta all’anno
Il rapporto arriva in un momento cruciale. Secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite sullo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo, nel 2025 circa 645 milioni di persone hanno sofferto di fame cronica.
Allo stesso tempo, le foreste di tutto il mondo continuano ad affrontare sfide. Nell’ultimo decennio, il mondo ha perso in media 10,9 milioni di ettari di foresta all’anno. La deforestazione e il degrado forestale riducono la biodiversità, indeboliscono i servizi ecosistemici e possono, in ultima analisi, compromettere la produttività agricola e l’accesso a cibo nutriente.
I contributi fondamentali delle foreste
Esistono forti legami tra la copertura forestale e la qualità dell’alimentazione. Per esempio, uno studio condotto in Africa ha rilevato che i bambini che vivono in aree con una maggiore copertura arborea tendono ad avere diete più varie e nutrienti.
Le foreste e gli alberi sostengono la sicurezza alimentare e la nutrizione fornendo frutta, noci, tuberi, funghi, insetti commestibili e carne selvatica. Più di 50.000 specie selvatiche sono utilizzate per scopi alimentari, medicinali e di altro tipo, tra cui almeno 10.000 specie consumate direttamente come cibo. In alcune comunità che dipendono dalle foreste, gli alimenti di origine forestale possono fornire fino all’80 per cento del fabbisogno proteico giornaliero.
I frutti del bosco sono ricchi di minerali e vitamine, mentre semi e noci apportano calorie, grassi e proteine alla dieta. Le radici e i tuberi commestibili sono fonti di carboidrati, mentre i funghi forniscono importanti nutrienti quali potassio, selenio e vitamine. Le foglie selvatiche sono ricche fonti di proteine e micronutrienti, tra cui vitamina A, calcio e ferro, spesso carenti nella dieta delle comunità vulnerabili dal punto di vista nutrizionale.
Le foreste contribuiscono anche alla salute
Più di un miliardo di persone in tutto il mondo fa affidamento sulle piante medicinali provenienti dalle foreste, compresi i rimedi per malattie che possono compromettere l’assorbimento dei nutrienti e il benessere generale.
Oltre al cibo e alla salute, le foreste forniscono combustibile (circa 1,8 miliardi di persone utilizzano la legna da ardere per cucinare), reddito e occupazione, sostenendo al contempo la biodiversità, la fertilità del suolo, le risorse idriche e la mitigazione dei cambiamenti climatici.
Tali benefici sono integrati dal più ampio contributo delle foreste alla resilienza economica e ai servizi ecosistemici che sostengono le comunità, le città e i paesaggi produttivi: i bacini idrografici boschivi forniscono acqua dolce a oltre l’85% delle principali città e sostengono l’agricoltura, la produzione zootecnica e la pesca attraverso servizi ecosistemici fondamentali, tra cui la regolazione idrica, la protezione del suolo, il ciclo dei nutrienti, l’impollinazione, il controllo dei parassiti e la conservazione della biodiversità.
In molte regioni, le foreste generano inoltre fino al 20% del reddito delle famiglie rurali e fungono da indispensabili reti di sicurezza durante i periodi di insicurezza alimentare e di crisi economica.
Raccomandazioni politiche
Nonostante la loro importanza, i contributi delle foreste e degli alberi alla sicurezza alimentare e alla nutrizione rimangono insufficientemente considerati sia nelle politiche, sia nella pianificazione relativa alle foreste e al sistema agroalimentare. Ciò è in parte dovuto alla mancanza di definizioni e metodologie concordate a livello globale per la misurazione degli alimenti forestali e dei servizi ecosistemici forestali, nonché ad approcci politici frammentati.
Il rapporto presenta 12 raccomandazioni per sfruttare appieno il contributo delle foreste alla sicurezza alimentare e alla nutrizione in materia di politiche, gestione, informazione e governance.
Tra queste figurano:
- adottare politiche integrate e specifiche per ogni contesto e rafforzare i quadri giuridici e normativi;
- diversificare i sistemi di produzione e promuovere la gestione e l’uso sostenibili dei prodotti alimentari di origine forestale;
- aumentare gli investimenti pubblici e mobilitare diverse fonti di finanziamento a favore dell’agricoltura sostenibile e della gestione forestale;
- rafforzare i sistemi di dati relativi ai prodotti alimentari di origine forestale e investire nella ricerca, nell’innovazione e nella tecnologia;
- sviluppare le capacità istituzionali e umane e promuovere partnership multisettoriali tra governi, società civile e settore privato.
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