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Il traffico illegale di draghi di Komodo corre sui social network

Il traffico illegale di draghi di Komodo corre sui social network

Ylenia Vimercati Ylenia Vimercati 25 Apr 2019

Il commercio illegale di animali selvatici non ha limiti, questa volta è toccato ai draghi di Komodo (Varanus komodoensis), noti anche come varani di Komodo, dei magnifici esemplari di rettili giganti simili a lucertole endemici di 5 isole appartenenti alle Piccole Isole della Sonda nell’Asia sud-orientale, tra cui Komodo, Rinca e Flores.

Pubblicizzati a circa 35.000 dollari ciascuno, le autorità indonesiane hanno sventato un traffico su piattaforme online, tra cui Facebook, che si stima abbia venduto almeno 40 esemplari di questa specie che rientra  nella categoria “vulnerabile” secondo la valutazione fornita dalla Lista Rossa della IUCN (International Union for Conservation of Nature).

Cinque sospettati, trovati in possesso di sei esemplari giovanili di drago di Komodo, sono al momento sotto arresto nelle città di Semarang e Surabaya nell’Isola di Giava. Insieme a Varanus komodoensis sono state rinvenute specie esotiche di binturong o gatto orsino (Arctictis binturong), cacatuidi (famiglia Cacatuidae) e casuario (genere Casuarius). Gli animali sotto sequestro sembrano godere di un buono stato di salute e sono al momento monitorati da un team di veterinari ed esperti di fauna selvatica il cui obiettivo è trovare un luogo idoneo in cui rilasciarli in natura.

Le cifre

Il traffico illegale di animali esotici in Indonesia è, insieme alla degradazione dell’habitat, il fattore principale di perdita di fauna selvatica. Il 95% delle vittime del commercio illegale nel paese vengono direttamente catturate in natura e circa il 20% di esse non ce la fa a causa delle condizioni inadeguate di trasporto e reclusione.

In accordo con la World Animal Foundation ci sono circa 6.000 draghi di Komodo in natura. La CITES (Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione) vieta il commercio della specie. Tutelato dalla legge indonesiana, che ha stilato una lista di fauna e flora protetta,  (Government Regulation of The Repubblic of Indonesia NO.7/1999), la vendita illegale del varano di Komodo comporta una multa fino a 7.000 dollari e un periodo di reclusione di un massimo di 5 anni.

Il ruolo dei social media

Secondo quanto riportato da Adi Karya Tobing, membro dell’unità speciale crimini della polizia indonesiana, il 98% del commercio illegale di specie protette in Indonesia avviene attraverso i social media.  È sorprendente come queste piattaforme online siano diventate dei trampolini di lancio per incentivare la vendita di animali esotici. L’organizzazione non governativa TRAFFIC definisce i social media «il nuovo epicentro» del commercio illegale di fauna selvatica.  Purtroppo, come sottolinea Adi, la Legge Indonesiana sulla Protezione della Natura del 1990 (Act of The Republic of Indonesia NO.5/1990) non ha potere sui crimini che avvengono online e questo costituisce un vero problema. E’ perciò necessario, continua Adi, ampliare il potere d’azione della legge in questione e rendere le pene molto più severe per disincentivare il traffico illegale di animali esotici.

Animali da compagnia e medicina

La vendita di draghi di Komodo è riconducibile a: utilizzo dell’animale come specie da compagnia e, come risorsa per la medicina tradizionale.

Secondo la polizia indonesiana, stiamo assistendo a un aumento della richiesta di specie esotiche come animali domestici. Milioni di animali vengono catturati o allevati in cattività ogni anno nel mondo per essere venduti come specie da compagnia. Che il commercio sia legale o illegale non ha importanza: entrambi sono equamente sbagliati. La libertà e il benessere di ogni specie vengono prima di un nostro capriccio.

I draghi di Komodo potrebbero anche essere utilizzati come cura tradizionale per le infezioni, spiegano alcuni portavoce della polizia indonesiana. Uno studio condotto presso la George Mason University negli Stati Uniti è una conferma del potenziale potere curativo ricavabile da questi animali. Il sangue di drago di Komodo conterrebbe infatti importanti molecole dall’azione antimicrobica che costituirebbero la base per lo sviluppo di un nuovo antibiotico. Se da una parte questa notizia può avere risvolti positivi in medicina per la creazione di componenti sintetiche identiche a quelle rinvenute nel drago di Komodo, dall’altra parte può costituire un’ulteriore causa di aumento del traffico illegale della specie nel web.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

 

 

 

 

 

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