Non ci si lasci ingannare dal nome: il Trekking del Cristo Pensante non è un tragitto plurigiornaliero ma un agevole anello percorribile in giornata.
Partiamo dall’iconico Passo Rolle (1.960 m/slm) incamminandoci lungo uno dei percorsi indicati dai cartelli “Baita Segantini”. Percorsi, al plurale, poiché è possibile scegliere tra la più graduale e lunga strada oppure il più breve e suggestivo sentiero, salendo in entrambi i casi tra ampi pascoli e al cospetto delle ripide pareti rocciose che ci sovrastano austere.
Poco dopo la Capanna Cervino i due tracciati si unificano e arriviamo agevolmente alla storica Baita Segantini (2.180 m/slm) che si staglia scenografica contro le rocce del gruppo delle Pale di San Martino, stupende soprattutto nel tardo pomeriggio, poiché sono colorate dalla luce del tramonto.
Qui dobbiamo ricordare un personaggio particolare: Alfredo Paluselli (1900-1969), grande figura dell’alpinismo, poeta e viaggiatore. Dopo una vita avventurosa in giro per il mondo tracciò e costruì la strada che abbiamo percorso, costruendo prima la Capanna Cervino, sede della prima scuola di sci delle Dolomiti, e poi, nel 1936, la baita intitolata al pittore divisionista Giovanni Segantini. Visse qui in maniera stabile, allontanandosi solo per le sue scalate e sembra che in queste occasioni la baita rimanesse comunque aperta, con il biglietto “Entrate, bevete, pagate”.
Proseguiamo quindi lungo la sterrata che scende in direzione della Val Venegia, seguendo ora la segnaletica “R01 Castellazzo-Trekking del Cristo Pensante”, aggirando il verde dosso del Costazza (2.282 m/slm), con ulteriori grandiosi scorci panoramici.
Il sentiero, graduale ed estremamente piacevole, ci fa scendere ad un bivio ai piedi del roccioso monte Castellazzo (2.160 m/slm), per poi aggirare il monte stesso e inerpicarci ripidamente su una serie di stretti tornanti, fino a raggiungerne la cima (2.333 m/slm) dove troviamo una croce metallica, la statua del Cristo Pensante e i resti di gallerie e ricoveri militari e la vista che si ha da quassù toglie il fiato: merita sicuramente la fatica occorsa per arrivarci!
La statua nasce da un’idea di Pino Dellasega, pluricampione di sci di fondo e orientereering, nonché fondatore della Scuola Italiana Nordic Walking. Il Cristo, rappresentato seduto e pensieroso, è scavato in un blocco di marmo bianco di Pedrazzo, la corona di spine è ottenuta da filo spinato della Grande Guerra, nel suo basamento ospita alcuni simboli dei luoghi sacri del mondo mentre la frase che lo accompagna: “trova il tempo di pensare, trova il tempo di pregare, trova il tempo di sorridere” sono parole di Madre Teresa di Calcutta.
Scendiamo ora sul versante opposto ritornando sul percorso dell’andata poco a monte della Capanna Cervino, da cui facciamo ritorno al Passo Rolle.
Note
Dati totali anello
Lunghezza: 7,5 km
Dislivello: 400 m
Tempo al netto delle soste: 2 h 30 min
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo.
Link utili
- Trekking del Cristo Pensante. © F. Voglino / A. Porporato
- Trekking del Cristo Pensante. © F. Voglino / A. Porporato
- Trekking del Cristo Pensante. © F. Voglino / A. Porporato
- Trekking del Cristo Pensante. © F. Voglino / A. Porporato
- Trekking del Cristo Pensante. © F. Voglino / A. Porporato
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