Fino al 1° marzo 2026, il Museo di Storia Naturale di Milano ospita un’originale mostra dal titolo “Il veleno dopo lo sparo. Il piombo nella caccia avvelena gli uccelli, l’ambiente e l’uomo”, promossa dal Comune di Milano e realizzata dal Museo di Storia Naturale di Milano in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali “E. Caffi” di Bergamo e con la Società Italiana di Scienze Naturali, curata da Enrico Bassi, Gloria Ramello, Paolo Pantini e Giorgio Chiozzi.
La mostra tocca un tema solo in apparenza di nicchia, ovvero i rischi ambientali e sanitari legati all’uso del piombo nelle munizioni da caccia. Un metallo pesante che notoriamente ha tempi lunghissimi di degrado e costituisce un vero e proprio veleno per gli organismi viventi.
Un veleno altrove vietato
Infatti il piombo, benché ormai bandito da numerosi prodotti di cui sino a pochi anni fa era componenti fondamentale, come benzine, giocattoli, bigiotteria, tipografia, idraulica, vernici, ceramiche, prodotti sanitari e, soprattutto, da tutti i materiali e oggetti a contatto con gli alimenti (MOCA), oggi è invece ancora ampiamente impiegato in Europa per le munizioni da caccia, con conseguenze ambientali e sanitarie rilevanti.
Il loro utilizzo, infatti, provoca una massiccia dispersione di questo metallo nell’ambiente, con contaminazione del suolo e la possibile ingestione da parte dell’uomo che consuma carne di selvaggina contaminata da pallini e frammenti di proiettile. Pensate che dati rilevati dalla LIPU negli anni ’90 sul delta del Po, in prossimità di capanni di appostamento, avevano riscontrato fino a 25 kg/ettaro di piombo nel terreno che, tra l’altro, in primavera-estate a caccia chiusa, veniva tranquillamente coltivato.
Ogni anno, nell’Unione Europea, l’attività venatoria disperde oltre 14.000 tonnellate di piombo nell’ambiente: un metallo che può permanere nel suolo fino a un secolo. Gli uccelli acquatici lo ingeriscono accidentalmente, mentre rapaci e necrofagi, come gli avvoltoi, lo assumono nutrendosi di prede o carcasse contaminate.
Secondo l’ECHA (European Chemical Agency), ogni anno 2,3 milioni di uccelli muoiono per intossicazione da piombo. In Lombardia, il 73% delle 55 aquile reali e avvoltoi recuperati morti o in difficoltà tra il 2005 e il 2025 risultava contaminato da piombo di origine venatoria, come dimostrano le analisi condotte da ERSAF – Parco Nazionale dello Stelvio e dall’Ufficio Caccia della Provincia di Sondrio.
La mostra “Il veleno dopo lo sparo”
Il percorso espositivo della mostra milanese, concepito per un pubblico ampio, mira a informare con rigore scientifico e a stimolare una riflessione critica su un problema spesso sottovalutato. L’obiettivo non è condannare la caccia, ma promuovere una caccia sostenibile e consapevole, incentivando la transizione verso munizioni alternative ecocompatibili – come acciaio, rame, tungsteno e bismuto – già adottate con successo in diversi Paesi europei e da alcune amministrazioni italiane.
Una caccia senza piombo è possibile e ormai necessaria e urgente.
Info mostra
Museo di Storia Naturale, corso Venezia 55 Milano
museodistorianaturalemilano.it
Tel.: +39 02 884 633 37
Giorni, orari e modalità di accesso
- dal 28 novembre al 1° marzo 2026
- Da martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 17.30 (ultimo ingresso 16.30) Chiuso 25 dicembre, 1 e 6 gennaio
Accesso alla mostra con biglietto d’ingresso al Museo
- 5 Euro intero
- 3 Euro ridotto
- © Museo St. Nat. di Milano
- © Museo St. Nat. di Milano
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