«Dopo essere scomparsi per quasi 80 anni e nonostante molti ostacoli, i lupi stanno riconquistando i loro antichi territori»
Il film In marcia coi lupi, presentato in Italia da Wanted Cinema con il patrocinio del CAI, si svolge come un road-movie tra valli selvagge e aree urbanizzate delle Alpi, per concludersi in una capanna isolata nel cuore di una foresta del Giura. Per due anni il regista ha condotto un’indagine per comprendere il complesso e imprevedibile comportamento dei lupi durante la dispersione, le interazioni con i loro simili e le opportunità di formare una coppia.
Il film – al cinema il 16, 17 e 18 giugno – mostra come i branchi attraversino territori ostili, già occupati da altri lupi che non li accolgono, o spazi ancor più antropizzati dominati dagli esseri umani. Villaggi, strade e grandi agglomerati urbani che devono attraversare a rischio della vita. Senza dimenticare la minaccia costante dei tiri, detti “di prelievo”, decisi da uomini che temono il predatore a lungo demonizzato.
Si pone allora la domanda: chi invade davvero il territorio dell’altro? Questa esplorazione accanto ai giovani lupi in libertà è un’immersione primitiva e filosofica nel cuore di una natura magica, sempre più fragile. Un mondo selvaggio che affascina e dimostra la vitalità di un ambiente spesso trascurato dall’uomo, e i cui equilibri vanno assolutamente preservati. Il lupo ne è un simbolo.
Il regista
Jean-Michel Bertrand è un cineasta dal metodo singolare, gira i suoi documentari cinematografici in totale immersione nella natura, spesso da solo o con una troupe molto ridotta.
I lupi presenti nel film sono lupi selvatici filmati nel loro ambiente naturale, frutto di lunghi mesi trascorsi sul campo in tutte le stagioni. Nessuna “fiction” quindi, solo realtà selvaggia. Frutto di una lunga ricerca personale da condividere. Un film che si scrive nel tempo, al ritmo degli incontri con la natura originaria. In questo film si coglie un impegno e un’autenticità che colpiscono profondamente lo spettatore.
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