Il WWF e il progetto LIFE European Sharks hanno organizzato a Trieste l’incontro “Squali e razze: una rotta condivisa per la loro conservazione e gestione sostenibile” per porre le basi di una collaborazione transnazionale sulla gestione di squali e razze in Adriatico.
Squali e razze sono presenti sul nostro pianeta da più di 400 milioni di anni e probabilmente erano presenti sin dalla nascita del mare Adriatico 5 milioni di anni fa. Sono sopravvissuti ai dinosauri, eppure stentano a sopravvivere all’uomo. Più della metà delle circa 86 specie presenti nel Mar Mediterraneo sono a rischio di estinzione. Solo nello scorso decennio centinaia di migliaia di tonnellate di queste specie sono state sbarcate lungo le coste dell’Adriatico, portando diverse specie sull’orlo del collasso.
Scarica qui il Rapporto del WWF “Suqali e razze – 16 hotspot in Italia per salvarli”.
Adriatico, un bacino speciale
L’Adriatico ospita più di 50 specie di squali e razze e 5 aree “Importanti per Squali e Razze” (ISRA) tra cui aree riproduttive, di nursery e di alimentazione per spinarolo, palombo, squalo grigio, verdesca, razza aquila e molte altre specie minacciate dalla cattura accidentale nelle attività di pesca e dal riscaldamento delle acque.
I risultati dei progetti di ricerca hanno mostrato chiaramente che queste specie migrano da una sponda all’altra dell’Adriatico e la loro gestione non dovrebbe, quindi, conoscere confini nazionali.
Verso un piano d’azione
La formazione dei pescatori sulle buone pratiche di rilascio, e delle autorità deputate ai controlli sull’identificazione delle specie sia a mare sia presso i mercati ittici può fare la differenza nell’implementazione efficace della legislazione vigente e nella salvaguardia delle popolazioni.
Squali e razze sono troppo importanti per l’ecosistema marino per lasciare che le loro popolazioni continuino a diminuire: i predatori apicali mantengono in equilibrio la rete alimentare, mentre razze e mobule sono uno dei veicoli di trasferimento di nutrienti ed energia dalle acque profonde ai livelli superficiali dell’oceano a beneficio di tutta la biodiversità marina.
L’evento è stato parte del programma della BLUE PANDA WEEK.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero per le Politiche Agricole e la Sovranità Alimentare, e per la Croazia il Ministero per l’Agricoltura, Foreste e Pesca e il Ministero per la Protezione Ambientale e la Transizione Verde, oltre a Rac-SPA (Regional Activity Center for Specially Protected Areas), FAO-CGPM (Commissione Generale per la Pesca in Mediterraneo), Regione Friuli Venezia Giulia, Capitaneria di Porto di Trieste, ISPRA, rappresentanti del settore della pesca professionale e tanti ricercatori.
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