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COSA FARE

Inquinamento da plastica: cos’è e come possiamo rimediare

Ogni anno circa 8,8 milioni di tonnellate di plastica finiscono nell’Oceano diventando un pericolo per i suoi abitanti e per noi

Inquinamento da plastica: cos’è e come possiamo rimediare

Worldrise Worldrise 20 Set 2023

 

di Annalisa Storari

Biologa marina e Project Officer 30×30 Italia di Worldrise

La plastica in mare è la principale fonte di inquinamento che minaccia la salute del Pianeta e dei suoi abitanti, compreso l’uomo.

Ogni anno circa 8,8 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono in mare: è come se un camion della spazzatura scaricasse il suo contenuto nell’oceano in ogni minuto dell’anno. Gran parte di questi rifiuti derivano da fonti terrestri e arrivano in mare attraverso i fiumi.

Il problema non è la plastica in sé e per sé in quanto materiale: la questione cruciale è l’uso sconsiderato che ne facciamo, eleggendo a monouso un materiale ideato e progettato per durare per sempre. Proprio questo comportamento irresponsabile da parte dell’essere umano sta compromettendo la salute di molti ecosistemi terrestri e marini. Per offrire un’idea in numeri, di tutta la plastica prodotta ogni anno, il 40% viene utilizzata e buttata via qualche secondo dopo. Un esempio lampante sono i cotton fioc, piccoli e insignificanti oggetti della vita di tutti i giorni che vantano il primo posto per rifiuto numero uno al mondo trovato sulle spiagge, perché una volta utilizzati e gettati nel wc, viaggiano indisturbati fino all’Oceano.

 

La plastica, tuttavia, rimane ancora uno dei materiali più utilizzati in quanto è comodo, leggero e versatile. Le problematiche che derivano dal suo utilizzo monouso sono molteplici.  Prima di tutto, lo smaltimento che generalmente non avviene nel modo corretto. In media solo il 15% viene riciclata a livello mondiale, tutto il resto della plastica utilizzata o viene liberata nell’ambiente o finisce nel bidone della raccolta indifferenziata. Ricordiamoci che la plastica abbandonata per strada o in un parco o smaltita scorrettamente è destinata a raggiungere il mare.

 

Il Mar Mediterraneo in particolare è un bacino piccolo e semichiuso, questo significa che comunica con l’Oceano solo attraverso lo Stretto di Gibilterra, caratteristica che lo rende una vera e propria trappola per i rifiuti. Studi recenti hanno affermato che il Mar Tirreno è la zona con la più alta concentrazione di microplastiche al mondo. Questo rappresenta un grave problema in quanto il Mar Mediterraneo è un vero e proprio hotspot di biodiversità, che quotidianamente viene lesa e danneggiata a causa dei livelli di inquinamento.

Perché la plastica è così dannosa per gli ecosistemi?

La plastica, essendo un materiale ideato per durare il più a lungo possibile, non si biodegrada mai: affinché un materiale si biodegradi, infatti, è necessario che esista un batterio in grado di trasformarlo in altra sostanza. La plastica si limita a de-gradarsi (frammentarsi) in pezzettini minuscoli: queste microplastiche diventano nutrimento per la fauna che muore così di inedia, soffoca letteralmente gli ecosistemi marini e danneggia anche l’essere umano che eventualmente si ciberà di animali che hanno ingerito microplastiche.

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Come possiamo intervenire, anche nel nostro piccolo?

È fondamentale, oltre al corretto smaltimento delle materie plastiche monouso, diminuire al massimo loro consumo. Ecco qualche regola da tenere a mente nella vita di tutti i giorni e in vacanza:

  1. Adottare alternative ai prodotti in plastica monouso: fare la spesa sfusa se possibile, munirsi di borraccia invece che acquistare continuamente bottigliette in plastica, prediligere packaging alternativi (cartone, latta, vetro)
  2. Prestare attenzione agli ingredienti che compongono i prodotti per la cura del corpo come bagnoschiuma, dentifrici e scrub: questi possono contenere microplastiche che attraverso le tubature di scarico possono raggiungere il mare!
  3. Non usare cannucce! Sebbene le cannucce di plastica adesso siano in plastica biodegradabile sono ugualmente di difficile smaltimento
  4. Usare contenitori riutilizzabili per il pranzo al sacco
  5. Sostituire le stoviglie di plastica con quelle in carta o in bambù

È fondamentale informarsi per diventare consumatori e consumatrici consapevoli e dunque responsabili. Per questo Worldrise, Onlus impegnata da dieci anni per la tutela e conservazione degli oceani, si occupa di   sensibilizzare le persone all’importanza del mare per la nostra sopravvivenza e ha lanciato la Campagna 30×30 Italia a cui oggi aderiscono oltre 60 associazioni di tutela ambientale presenti su tutto il territorio nazionale, proprio con l’obiettivo di proteggere almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030 tramite l’istituzione e la promozione di Aree Marine Protette.

 

Bene, sei arrivato fino alle fine: significa che ami la Natura, proprio come noi.
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