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Hot spot rapaci - seconda parte

Falchi della Regina: il sentiero, nel blu del Tirreno, che permette di ammirarli

Falchi della Regina: il sentiero, nel blu del Tirreno, che permette di ammirarli
Un tratto del sentiero del Monte dei Porri, immerso nella macchia mediterranea, con ampi panorami sul mare di Salina. ©Francesco Tomasinelli

Francesco Tomasinelli Francesco Tomasinelli 28 Gen 2020

Guarda la prima parte: i falchi della Regina dell’isola di Salina

 

Negli angoli più remoti dell’isola di Salina, lassù nel cielo, sopra l’immensità del mare, si librano i falchi della Regina in attesa di una preda su cui piombare. E un sentiero in costa risale le pendici del vulcano sopito, regalandoci la prima fila sullo show.

©Conselleria de Medi Ambient i Mobilitat, Govern des Illes Balears

I nidi sulle pareti di roccia

Salina, dopo Lipari, è la seconda isola più grande dell’arcipelago delle Eolie, 26 chilometri quadrati piuttosto accidentati, vista l’origine vulcanica. Ricoperta di macchia mediterranea e vigneti, ospita circa duemila abitanti in piccoli abitati costieri. L’area dove nidificano i falchi è la meno frequentata dell’isola: l’inaccessibile parete di roccia attorno alla scogliera del Filo di Branda, a Sud del piccolo centro di Pollara. L’abbondanza di prede consente alle singole coppie di falchi di nidificare a breve distanza dalle altre, senza che si osservino contese territoriali. Già dall’abitato è possibile ammirare i rapaci in attività, ma il punto migliore per osservare lo spettacolo è dai punti panoramici presso il Pizzo di Corvo.

Il sentiero si imbocca sopra Pollara

Per arrivarci, s’imbocca il sentiero che sale sul fianco del Monte dei Porri (859 m), la seconda vetta dell’isola, che si imbocca dal semaforo abbandonato sopra Pollara (250 m). Il tracciato supera coltivazioni di capperi e vigneti, girando attorno a un anfiteatro naturale, quanto rimane di un antico cratere collassato, al cui centro si trova oggi Pollara. Il sentiero s’immerge nella profumata macchia mediterranea tra cespugli di erica, cisto e corbezzolo, che in tarda primavera si tinge del giallo della ginestra.

Il sentiero che sale sul fianco del Monte dei Porri.
©Francesco Tomasinelli

A distanza di sicurezza

I nidi sono ben nascosti sulla parete verticale di roccia più di 150 metri in basso e ci si muove su sentieri segnati, quindi non c’è pericolo di disturbare gli animali. Salendo, si aprono incantevoli panorami sul mare. I nidi dei falchi sono tra le pareti di roccia verticale, 150 metri più sotto.

Col binocolo, a bordo di una piccola barca, è possibile osservare le evoluzioni dei rapaci anche dal mare. Da queste parti, anche all’inizio dell’autunno, il mare è spesso calmo e il clima mite. C’è tempo, dunque, fino ai primi di ottobre e poi anche gli ultimi falchi della regina partiranno verso sud, verso il Madagascar e le coste dell’Africa Sud-Orientale.

Una vista del monte da Sud, con il villaggio di Rinella. ©Francesco Tomasinelli

L’itinerario a Salina in pillole

Per chi

L’itinerario è adatto a tutti poiché non presenta grandi difficoltà. Tuttavia, in estate,

il sentiero diventa impegnativo nel pomeriggio, quando si trova in pieno sole.

Lunghezza

Circa 5 chilometri, andata e ritorno, partendo dal semaforo di Pollara e arrivando ai punti panoramici del Pizzo di Corvo.

Durata

Variabile, a seconda delle soste, ma calcolate 3 ore.

Dislivello

Circa 300 metri.

Periodo

Il momento ideale è settembre. L’isola non è affollata, la temperatura è mite e i falchi sono in piena attività. I rapaci sono presenti da giugno ai primi di ottobre.

Equipaggiamento

Scarpe da trekking e borraccia per il sentiero. Il binocolo è indispensabile perché i falchi sono sempre lontani.

Come arrivare

Salina si raggiunge in traghetto e aliscafo da Milazzo, Reggio Calabria, Messina, Napoli, Palermo e Cefalù. La Liberty Lines gestisce le tratte dalla Sicilia.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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