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stai leggendo Nelle Terre dei Gonzaga
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Viaggi e outdoor
Italia
Tra Fiumi e Canali sul confine tra Lombardia ed Emilia

Nelle Terre dei Gonzaga

Nelle Terre dei Gonzaga
Ponte di Barche

Cesare De Ambrosis Cesare De Ambrosis 26 Nov 2014

Armatevi di santa pazienza: l’itinerario è lungo da percorrere, ma anche da raccontare. Si tratta di un giro di 120 km per stradine senz’auto, totalmente in piano, nella fertile campagna tra Lombardia ed Emilia, laddove il Po riceve le acque dell’Oglio. Tra le sue peculiarità vi sono i gioielli architettonici voluti dalla nobile stirpe dei Gonzaga di Mantova e la ricca avifauna che vive nel Parco Oglio Sud. In questa porzione di Pianura Padana la campagna si presenta come una vasta distesa coltivata particolarmente ordinata, intercalata da un dedalo di canali e chiaviche in cui l’acqua scorre lenta. Ben coperti, senza esagerare con pretese velocistiche per non accaldarsi troppo, questa lunga pedalata si può affrontare anche durante la stagione fredda, ovviamente evitando le giornate particolarmente nebbiose.

Come arrivare.
Sabbioneta si raggiunge uscendo dalla A1 a Parma Centro e, dopo aver imboccato la Strada Provinciale Colorno in direzione Mantova, si prosegue, sempre dritto verso Est. Superato il Po a Casalmaggiore, ancora dritto seguendo Mantova per 6 km.

Itinerario.
Sabbioneta, Villa Pasquali, Valle, Bellaguarda, Squarzanella, San Matteo delle Chiaviche, Ponte di Barche, Scorzarolo, Borgoforte, Boccadiganda, S. Nicolò Po, S. Giacomo Po, San Benedetto Po, Portiolo, Motteggiana, Borgoforte, Scorzarolo, Ponte di Barche, San Matteo delle Chiaviche, Cizzolo, Cavallara, Dosolo, Pomponesco, Viadana, Via Fenilrosso, Valle, Villa Pasquali, Sabbioneta.

Punti d’interesse.
Il nostro giro parte da Sabbioneta, la gemma di Vespasiano Gonzaga. Vale la pena attraversare la città in bicicletta per osservarne i notevoli monumenti. Usciti dalla Porta Imperiale, giriamo a sx direzione Mantova e poco dopo a dx entrando a Villa Pasquali. Qui si trova un raro esempio di roccocò mantovano: la parrocchiale di Sant’Antonio Abate. Percorrendo la via Motta seguiamo le indicazioni per Valle. Superata l’Osteria omonima arriviamo a Bellaguarda. Da qui costeggiamo il canale Ceriana raggiungendo Squarzanella. Imbocchiamo l’Argine Navarolo destro e arriviamo a San Matteo delle Chiaviche. Uscendo dal borgo c’imbattiamo in un imponente impianto di bonifica, destinato, come altri, a diventare un ecomuseo sulla regimazione delle acque. Seguiamo le indicazione per Torre d’Oglio e, tra estesi boschi di pioppi, arriviamo ad una vasta ansa dell’Oglio, quindi al pittoresco Ponte di barche che sopravvive, incurante delle piene del fiume e delle disgraziate proposte di sostituirlo. Attraversato il ponte imbocchiamo, sulla nostra destra, l’argine sinistro dell’Oglio. Poco più avanti osserviamo la maestosa confluenza di questo fiume nel Po. Ci aspetta una lunga pedalata lungo l’argine maestro del Grande Fiume passando da Scorzarolo, Borgoforte, Boccadiganda, San Nicolò e San Giacomo Po. Infine, lasciamo l’argine per passare da Gazzo e percorrere un tratto della trafficata SP 413, unica strada per accedere al ponte sul Po. Lo attraversiamo e inizia qui la via del ritorno.

Il ritorno.
Siamo in Emilia, sempre sulla Sp 413 ed entriamo a San Benedetto Po. Tassativa una breve sosta per ammirare l’abbazia Benedettina di Polirone. Usciti dal paese continuiamo il viaggio lungo l’argine emiliano del Po passando da Portiolo. (Palazzo Gonzaga di Vescovato). Proseguiamo ancora, costeggiando il fiume, fino a riattraversarlo tramite il ponte che porta a Borgoforte. Da qui a San Matteo delle Chiaviche percorriamo a ritroso la via dell’andata. Ai margini dell’abitato giriamo a sx per Cizzolo, dopo aver superato il paese, proseguiamo per Dosolo. Entrando a Cavallara prendiamo a sx un viale alberato davanti alla Chiesa e, tramite una stradina nei campi, raggiungiamo la ciclabile sull’argine Maestro del Po. Continua la lunga sgroppata lasciando a dx l’aguzzo campanile di Dosolo, poi i depositi di Correggioverde, quindi abbandoniamo l’argine per entrare nella pretenziosa Pomponesco. Un piccolo borgo trasformato, dopo la metà del ‘500, nella “città ideale” da Giulio Cesare Gonzaga, ben deciso ad avere una sua corte che uguagliasse quella del cugino Vespasiano a Sabbioneta.

Non c’è tempo da perdere.
Il buio d’inverno arriva in fretta! Riprendiamo la ciclabile dell’argine fino a Viadana. Attraversiamo il centro storico della città con i suoi portici e le sue antiche case vivacemente colorate. Imbocchiamo via Fenilrosso, che esce da Viadana in direzione Nord e la percorriamo, attraverso la campagna, fino all’immissione perpendicolare con un’altra strada. Giriamo a dx e ci ritroviamo all’Osteria Valle, già incontrata all’andata. Da qui ripercorriamo i pochi km che ci portano a Villa Pasquali e, quindi, a Sabbioneta.
Questa è la versione più completa dell’itinerario attraverso queste terre piene di fascino e di storia, ovviamente si può tagliare accorciando il giro a piacere.

 

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riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

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