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piccole storie di grandi naturalisti

Karl von Frisch, le api e il nazismo

Karl von Frisch, le api e il nazismo

Alfonso Lucifredi Alfonso Lucifredi 22 Apr 2019

Karl von Frisch (1886-1982), zoologo austriaco, è ancora oggi ricordato nei libri di comportamento animale come colui che per primo è riuscito a decodificare il linguaggio delle api, ossia quei sistemi di comunicazione che questi insetti sociali utilizzano per comunicare la posizione del cibo in prossimità dell’alveare. Il sistema utilizzato, sorprendentemente, non è sonoro e nemmeno odoroso (se non in piccola parte), come invece avviene per molti altri insetti, e non è neppure visivo, come nel caso delle lucciole: si tratta di una comunicazione che si esprime principalmente tramite la danza.

Von Frisch identificò due diversi tipi di rituali compiuti dalle esploratrici delle api una volta ritornate all’alveare: una danza circolare e frenetica, che si presentava nel caso di fonti di cibo molto vicine all’alveare, e una più complessa, che copriva un percorso “a otto” ripetuto più volte, per approvvigionamenti a distanza maggiore, basata sulla posizione del sole (per ulteriori dettagli, qui si può leggere un approfondimento su questo sistema di comunicazione). Il sistema era estremamente complesso e in grado di fornire informazioni dettagliate sia sulla direzione sia sulla distanza del luogo di rifornimento.

La scoperta, avvenuta gradualmente dopo decenni di ricerche su questi animali, non fu però l’unica: von Frisch fu il primo a intuire come le api fossero in grado di riconoscere i colori (effettuando semplici esperimenti con piattini trasparenti pieni di acqua zuccherata, messi sopra a foglietti colorati e foglietti grigi, che le api sapevano distinguere) e capì anche come le api fossero in grado di percepire la luce polarizzata, capacità fondamentale per potersi orientare nelle giornate nuvolose.

Con gli anni, arrivò una grande notorietà e l’apprezzamento di tutto il mondo accademico. In tarda età, a 87 anni, arrivò il Nobel per la Medicina nel 1973, in compagnia degli altri due padri della scienza del comportamento animale, i ben più celebri Konrad Lorenz e Nikolaas Tinbergen. Von Frisch si dedicò saltuariamente anche alla divulgazione scientifica – con discreto successo – e persino alla poesia. Per quanto grande scienziato, alla biografia di von Frisch spesso non viene riconosciuto un altro grande merito: aver affrontato a viso aperto il regime nazista quando salì al potere.

A causa di presunte origini ebraiche, infatti, lo scienziato rischiò di perdere la cattedra all’università. Non venne rimosso dal suo incarico soltanto perché era uno dei massimi esperti mondiali nella lotta al fungo Nosema apis, un pericoloso parassita delle api che stava danneggiando seriamente gli alveari tedeschi e austriaci. E, quando fu la volta di combattere contro le discriminazioni ai danni dei suoi colleghi, non fu da meno: con la conquista della Polonia da parte del Reich, 183 professori dell’università di Cracovia vennero arrestati e condotti al campo di prigionia di Dachau, per indagare su eventuali origini ebraiche. Von Frisch, insieme con alcuni colleghi tedeschi e austriaci, fece sentire forte la propria voce di protesta, che si unì a quella di tanti accademici del resto del mondo. Alla fine, i professori vennero liberati grazie anche all’intervento del professore austriaco. In particolare, il contributo di von Frisch fu fondamentale per far liberare il collega e amico Roman J. Wojtusiak, con cui aveva collaborato in passato.

Quando raccontiamo la vita e le scoperte dei grandi scienziati spesso ci dimentichiamo di parlare del loro profilo umano, e così facendo compiamo un grave errore: von Frisch non fu solo un geniale etologo in grado di decifrare il linguaggio delle api, animali filogeneticamente lontanissimi da noi, ma fu anche un uomo coraggioso e disposto a sacrificare la propria posizione e il proprio status quo di scienziato acclamato per correre in aiuto di persone meno fortunate, protestando a gran voce contro un regime sanguinario e senza scrupoli. Un merito in più da riconoscere a un grande scienziato che spesso ricordiamo solo per averci insegnato come anche le piccole, umili api siano in grado di parlare utilizzando un linguaggio complesso e affascinante.

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riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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