Il Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha pubblicato il Rapporto di sintesi (Synthesis Report – SYR) del sesto Rapporto di valutazione.
Il documento fa il punto sulla situazione attuale della crisi climatica e sugli scenari che si profilano sia a lungo termine, sia in un futuro più vicino, tra il 2030 e il 2040.
Il rapporto di sintesi è il riepilogo di tutti i rapporti dell’IPCC pubblicati tra il 2018 e il 2023.
Dal lavoro dell’IPCC emerge il consenso della comunità scientifica sull’urgenza della crisi climatica e sulle sue cause primarie. «È inequivocabile che il clima sta cambiando per l’attività umana» hanno detto gli esperti. Il rapporto fotografa una situazione già critica, con un surriscaldamento globale che ha impatti devastanti soprattutto sulle regioni e le comunità più vulnerabili e mette in guardia dai danni irreversibili che si verificheranno se l’aumento delle temperature supererà la soglia di 1,5 °C rispetto all’era preindustriale, anche temporaneamente.
Dati ed evidenze di enorme valore strategico
Italian Climate Network, l’associazione nata per affrontare la crisi climatica e assicurare all’Italia un futuro sostenibile, partecipa ai Negoziati sul Clima dell’UNFCCC dal 2011, ed è stata riconosciuta ufficialmente come “observer” nel 2014.
A commento del Rapporto di sintesi dell’IPCC, Serena Giacomin, Presidentessa di Italian Climate Network, ha dichiarato: «È l’ennesima conferma di una situazione critica e di una scienza inascoltata. Gli Assessment Report dell’IPCC sono la rassegna scientifica più approfondita e accreditata sul cambiamento climatico a disposizione dell’umanità. In particolare, questo report numero 6 si appoggia su una mole di dati ed evidenze di enorme valore strategico. Dobbiamo imparare a utilizzare questi dati per analizzare il presente e scegliere il nostro futuro».
- Serena Giacomin, Presidentessa di Italian Climate Network.
- Jacopo Bencini, Policy Advisor Italian Climate Network
«I Governi del mondo hanno dato mandato all’IPCC di rispondere ad una domanda esistenziale: “Quanto è grave il problema? Quanto tempo ci rimane?” – aggiunge Jacopo Bencini, Policy Advisor Italian Climate Network –. La risposta degli scienziati è netta e necessita una reazione pragmatica: per rimanere in un mondo abitabile o, per dirlo politicamente, “gestibile” secondo gli schemi conosciuti potendo allo stesso tempo garantire condizioni di vita simili o non peggiori ai cittadini e alla natura, è necessario eliminare la CO2 dai nostri sistemi produttivi e di vita».
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