Percorriamo praticamente tutta la valle superando l’ultimo comune, Bobbio Pellice, per arrivare alla frazione Villanova (1.230 m/slm). Per raggiungere la meta possiamo scegliere tra tre itinerari. Con il primo si prosegue per un chilometro in auto sulla sterrata fino alla sbarra di divieto, e da qui si continua a seguire la strada. È il percorso un po’ più lungo e graduale ma, sinceramente, a noi le strade annoiano un poco…
Scegliamo di passare davanti alla cascata ed entrare nel piccolo abitato di Villanova, attraversandolo completamente fino a raggiungere il bivio che si trova una volta fuori dalle case. Qui si dividono gli altri due itinerari.
A sinistra si scende a un ponte che, indipendentemente dal percorso scelto, consigliamo comunque di raggiungere perché si affaccia sulle suggestive rapide del torrente Pellice. Si percorrerebbe quindi il sentiero dell’inverso che all’inizio attraversa ambienti selvaggi e scenografici, per poi diventare più pietrosa. Il percorso è decisamente suggestivo ma un poco più “tecnico”.
Scegliamo la via di mezzo, il sentiero dell’indritto che al bivio si tiene a destra e procede con salita a volte ripida ma sempre bel evidente, tenendo sempre l’acqua del Pellice alla nostra sinistra. Gli ambienti attraversati sono vari alternando fitti boschi a passaggi sotto le rocce, fino a farci raggiungere la strada sterrata in prossimità dell’ex forte Mirabuc (di cui non è rimasto praticamente nulla).
Pochi passi a sinistra ed ecco l’alta cascata del Pis che, in base alle stagioni, può apparire sontuosa. Proseguiamo ora per la strada in salita, eventualmente sfruttando le “tagliate” che si trovano in prossimità dei tornanti, fino a raggiungere l’inizio dell’ampia e rilassante conca del Prà (1.730 m/slm), solcata dal torrente Pellice che scorre quasi pianeggiante con morbide anse sinuose che invitano a rallentare, e riposare.
Sparse per la conca si trovano varie aziende che vendono formaggi prodotti in loco, una locanda, un agriturismo e il rifugio Willy Jervis, dedicato a Guglielmo “Willy” Jervis, accademico CAI e partigiano attivo proprio in Val Pellice, dove venne ucciso dai nazifascisti nel 1944 lasciando come messaggio «Non piangetemi, non chiamatemi povero. Muoio per aver servito un’idea».
Note
Dati sola andata
Lunghezza: 5 km
Dislivello: 520 m
Tempo al netto delle soste: 1h 30min
Attenzione: il percorso è intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo.
Link utili
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