“Tutto va imparato non per esibirlo, ma per adoperarlo”
(Georg Christoph Lichtenberg)
Nel 2020 le denunce di scomparsa raccolte dalle forze di polizia sono diminuite dell’11% rispetto al 2019 (quando furono 15.205, con 11.222 ritrovati, pari al 73,8%). La media quotidiana è scesa da 42 a 37 al giorno. Ma le sparizioni restano parecchie e con un tasso di ritrovamenti – provvisorio – che inquieta.
(Fonte: Osservatorio Diritti)
Se i dati relativi alle persone che ogni anno risultano disperse appaiono preoccupanti, gli sforzi e la prontezza di risposta da parte delle Autorità competenti sono invece degni di nota.
Il nostro Paese, infatti, conta su decine di migliaia di volontari che ogni anno si impegnano in simulazioni, certificazione delle proprie competenze, corsi di aggiornamento e molto altro ancora.
Non bisogna tuttavia dimenticare che le modalità di ogni ricerca in sé sono condizionate da una serie di fattori e variabili:
- il territorio
- le condizioni meteo
- le fasce orarie
- la veridicità delle testimonianze.
Questo solo per citare le più importanti.
A esse tuttavia vanno aggiunti i dati relativi al soggetto:
- età
- presenza di patologie
- presenza di eventuali motivazioni connesse a un volontario allontamento
- subentrare di traumi, ferite, ecc.

© Kyt Lyn Walken
I nostri metodi di ricerca e soccorso coinvolgono volontari sul campo, cani da ricerca e, all’occorrenza, elicotteri.
Il mio impegno come Istruttore di Mantracking (lettura, interpretazione e inseguimento delle orme) mi ha portato più volte a lavorare con alcuni gruppi di Ricerca e Soccorso (e anche con individui singoli). In Italia collaboro infatti con l’Associazione Nazionale Alpini Soccorritori, con il Centro Cinofilo Aventino e con singoli membri di altre unità della Protezione Civile.
Per quanto concerne l’esterno, sono Istruttore esterno per i Veteranen Search and Rescue, una unità di veterani di guerra olandesi impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso.
In entrambe le dimensioni, il mio compito è quello di formare il personale dedicato a tali attività al Mantracking, in modo che la lettura sistematica delle orme possa essere coniugata specialmente all’uso dei cani da ricerca.
In tal modo, infatti, le probabilità di trovare il soggetto disperso in tempi relativamente brevi è raddoppiato, stando alle statistiche condotte in America e in Australia. Saper leggere le orme si dimostra pertanto un modo efficace non solo quando il cane perde la traccia olfattiva (specialemente quando essa è molto vecchia, o quando le condizioni meteo sono avverse), ma anche per restringere l’area di ricerca a un settore che il disperso ha percorso.
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