Pochi giorni fa un evento straordinario ha consentito ad appassionati birdwatcher e a semplici curiosi di ammirare dal vivo uno dei più incredibili spettacoli della natura: il passaggio di migliaia di gru sull’area umida del Padule di Fucecchio.
Situata in Toscana, tra le province di Firenze, Pistoia, Lucca e Pisa, con i suoi 2000 ettari, è la più estesa palude interna italiana, interamente inclusa nella Rete Natura 2000 e tutelata da due aree naturali protette. Qui il ritmo naturale delle stagioni è scandito, oltre che dal ciclico alternarsi dei periodi di secca e di piena, dal passaggio degli uccelli migratori. Come appunto la gru, specie è estinta in Italia come nidificante dall’inizio del secolo scorso, ma che continua a transitare sul nostro Paese durante le migrazioni, che in primavera seguono un percorso che dai quartieri di svernamento africani si dirige verso i Balcani e successivamente la Russia.
La gru (Grus grus) è uno dei più grandi uccelli europei, supera il metro di altezza e i due metri di apertura alare ed è riconoscibile anche dai meno esperti per i forti richiami, quasi dei potenti squilli di tromba, emessi sia a terra che in volo. Gli stormi di questi maestosi volatili palustri si presentano in Padule ogni anno negli stessi giorni, fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, in grandi formazioni a cuneo, volteggiando a lungo sull’area alla ricerca di zone tranquille dove sostare e rifocillarsi. Il loro passaggio è monitorato dal Centro RDP Padule di Fucecchio in collaborazione con altri enti di ricerca, attività fondamentale per impostare su basi tecnico-scientifiche gli interventi gestionali nella Riserva Naturale e nelle aree contigue.
Dal Padule, attraverso la zona montuosa del Montalbano, le gru si trasferiscono quindi nella Piana Fiorentina, prima di superare l’Appennino e puntare decisamente a Nord. Un “rito” che si ripete ogni anno, oggi come tanti secoli fa, e da cui prende spunto la novella del Decamerone “Chichibio e la gru”.
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