Lo sciacallo dorato (Canis aureus) è arrivato per la prima volta in Italia nel 1984, a seguito della sua impressionante espansione in Europa iniziata nel secolo scorso. Per circa trent’anni dal suo arrivo, la specie è rimasta limitata all’estremo Nord-Est del Paese, con una consistenza variabile soggetta a fluttuazioni e una distribuzione frammentaria comprendente alcune aree del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.
Nell’ultimo decennio, però, lo sciacallo dorato ha incrementato notevolmente la sua distribuzione e ha iniziato a diffondersi nelle pianure antropizzate dell’Italia settentrionale e centrale e sta continuando ad espandere il suo areale nel paese nonostante la presenza di una popolazione di lupo (Canis lupus) abbondante e in crescita.
Nonostante la pubblicazione di diversi studi sullo sciacallo dorato condotti in Friuli Venezia Giulia negli ultimi anni, nessuno di questi si è concentrato sulla densità di popolazione, se non a livello locale o limitandosi ad ipotizzare le densità di alcune zone. Tuttavia, si tratta di un parametro importante per valutare lo status di conservazione della popolazione nel tempo e per pianificare eventuali misure di controllo.
Uno dei gruppi di sciacalli localizzati durante l’indagine acustica nel bacino dell’Isonzo (autore: Stefano Pecorella)
Ora, uno studio (*) di cui sono stati pubblicati i dati preliminari si prefigge di colmare tale mancanza, fornendo una prima stima della densità di popolazione nell’area italiana con la maggiore presenza di questo canide.
Nell’agosto del 2024 i ricercatori hanno indagato due aree contigue con habitat diversi: la prima è il Carso isontino, la propaggine più settentrionale del vasto altopiano che si estende tra Italia e Slovenia; la seconda è situata nella pianura orientale del Friuli Venezia Giulia e comprende la pianura alluvionale del fiume Isonzo e il tratto inferiore del torrente Torre, principale affluente dell’Isonzo.
In ognuna di queste due aree, è stata eseguita un’indagine acustica per determinare la presenza di gruppi territoriali: grazie a stazioni di emissione a distanze tali da consentire di coprire l’intera area ed emettendo da ognuna di esse una serie di playback di un ululato corale di sciacalli, si sono ottenuti ululati di risposta in base ai quali è stato possibile stimare la densità dei gruppi territoriali.
L’area con la densità più alta è risultata come atteso il Carso isontino. Nel bacino idrografico dell’Isonzo, è stata rilevata una densità inferiore, ma comunque significativa.
In termini di numero di gruppi territoriali, il risultato ottenuto è probabilmente una sottostima della reale consistenza della popolazione presente nella macro-area presa in esame.
La densità nell’intera macro-area risulta simile a quella rilevata in altre parti d’Europa, ma inferiore agli habitat primari in Grecia.
(*) Pecorella S., Mori E., De Luca M., Ancillotto L., Pieri M., Fiorenza T., Martino J. (2024). Prima stima della densità di popolazione dello sciacallo dorato (Canis aureus) in Italia: risultati preliminari dal Friuli Venezia Giulia. Fototrappolaggio Naturalistico, ottobre 2024.
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