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La Provincia di Bolzano condannata per il decreto “ammazza lupi”

Il Tar dà ragione a Enpa e Lav che avevano depositato un ricorso contro i provvedimenti palesemente illegittimi e scientificamente insostenibili

La Provincia di Bolzano condannata per il decreto “ammazza lupi”
© Mingo123 via pixabay.com

Redazione Redazione 8 Feb 2025

Il TAR ha accolto il ricorso di Enpa e Lav contro l’abbattimento arbitrario di due lupi in Alto Adige e ha condannato la Provincia di Bolzano al pagamento delle spese. Si conclude con questa sentenza la vicenda relativa alla disposizione del 9 agosto 2024, con la quale il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano aveva condannato a morte due lupi “a caso”, affermando, del tutto arbitrariamente e senza alcun presupposto scientifico, che nelle malghe di Curon Venosta e Malles era impossibile adottare qualsiasi forma di prevenzione per evitare predazioni dei capi allevati.

Già lo scorso 11 settembre, il TAR aveva emesso un’ordinanza sospensiva cautelativa. Secondo il TAR, la disposizione della Provincia di Bolzano rappresenta una violazione delle direttive europee, con assenza di qualsiasi strumento di prevenzione del danno e protezione degli animali allevati, e con nessuna reale motivazione agli abbattimenti “a caso” dei lupi.

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Confermata l’illegittimità dell’abbattimento

«Siamo naturalmente molto soddisfatti del risultato» commenta l’avv. Valentina Stefutti, che ha rappresentato Enpa e Lav.

«Il TAR – prosegue il legale – ha pienamente confermato quello che aveva già stabilito in sede cautelare questa estate, quando ha dichiarato totalmente illegittima la decisione della provincia di abbattere lupi – tra l’altro “a casaccio” – ipotizzando in maniera fantasiosa che avrebbe avuto un effetto deterrente sugli altri lupi e senza aver adottato qualsiasi strumento di prevenzione o protezione dei capi nelle malghe. Il tutto in violazione delle direttive europee, tant’è che il TAR ha condannato la Provincia di Bolzano al pagamento delle spese».

Come si evince dalla sentenza, la Provincia avrebbe “dovuto dimostrare sia l’effettiva gravità dei danni sia la loro inevitabilità pur avendo messo in atto ogni possibile misura atta ad evitarli, prova non raggiunta, atteso che le recinzioni sarebbero, per stessa ammissione della Provincia, solo parzialmente elettrificate e non sempre ben mantenute e che non verrebbero utilizzati cani da guardiania”. Lo stesso ISPRA e l’Osservatorio faunistico della Provincia di Bolzano avevano espresso dubbi.

Ricordiamo che i cani da guardiania e le recinzioni elettrificate rappresentano un ottimo e risolutivo sistema di prevenzione, ma anziché investire su questo, alcune amministrazioni preferiscono emanare provvedimenti palesemente illegittimi e scientificamente insostenibili, persino contro le direttive UE.

«Questa volta la Provincia pagherà – con i soldi dei cittadini – questa scelta e, come associazioni, auspichiamo che si possa davvero lavorare seriamente ponendo fine all’emanazione di atti crudeli, immotivati, illegittimi e insensati contro la fauna selvatica» commentano Enpa e Lav.

 

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