L’industria manifatturiera italiana è fortemente dipendente dall’importazione di materie prime a costi crescenti e, di conseguenza, il riciclo dei rifiuti diventa di importanza strategica.
La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha organizzato a Milano la Quarta Conferenza nazionale dell’Industria del Riciclo, in collaborazione con il Conai e Pianeta 2030 – mensile del Corriere della Sera –, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Commissione Europea.
Nell’occasione è stato presentato il rapporto “Il Riciclo in Italia 2025” (scarica qui il documento di sintesi), che fa il punto sullo stato dell’arte delle 19 filiere del riciclo.

Un settore strategico per l’industria nazionale
I nuovi dati Eurostat confermano l’ottimo risultato dell’Italia. Interi settori industriali del nostro Paese si reggono su materiali riciclati, a partire dall’acciaio con l’89%. Nel complesso, l’Italia si conferma nel 2024 leader europeo del riciclo grazie all’86% di tutti i rifiuti gestiti, tra urbani e speciali.
Il tasso di utilizzo circolare di materia si è attestato al 21,6% (+0,5% rispetto al 2023) a fronte di una media UE del 12,2%.
Eccellenza negli imballaggi
Nel riciclo degli imballaggi l’Italia si conferma un’eccellenza europea con il 76,7%, ben oltre il target del 65% al 2025 e del 70% al 2030 (carta e cartone 92%; vetro 80,3%; acciaio 86,4%; alluminio 68,2%; legno 67%, biocompostabili 57,8%; plastica oltre il target europeo del 50%).
A fronte di questo quadro complessivamente positivo emergono però alcune forti criticità, come la crisi del riciclo delle plastiche.
Materie Prime Seconde, una “miniera” per l’industria italiana
«La Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo rappresenta un’importante occasione per affrontare uno degli assi strategici della transizione ecologica. Istituzioni e operatori del settore, insieme, hanno oggi l’opportunità di costruire un sistema in grado di garantire un approvvigionamento sicuro dei materiali necessari allo sviluppo di un nuovo ecosistema industriale» ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
«Nonostante le difficoltà che l’intero sistema industriale sta affrontando nel nostro Paese, il settore del riciclo, complessivamente, sia per quantità trattate sia per i fatturati, mantiene performance positive confermandosi non solo una eccellenza europea ma anche un settore strategico per l’economia italiana. Consolidare l’industria del riciclo vuol dire anche concorrere alla autonomia e sicurezza di approvvigionamento di materiali e ridurre l’alta dipendenza dalle loro importazioni» ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
«L’Italia ha costruito negli anni una leadership riconosciuta in Europa nel riciclo, un risultato che nasce da investimenti, competenze industriali e dalla capacità dell’intera filiera di lavorare in modo coordinato. Oggi, però, questa leadership non può essere data per scontata: alcune dinamiche di mercato e una competizione internazionale sempre più intensa rendono evidente quanto sia indispensabile garantire condizioni stabili, regole chiare ed eque e una visione industriale coerente. È fondamentale rafforzare il presidio delle filiere più esposte e sostenere le imprese nel percorso di transizione. Il sistema CONAI ha dimostrato che il riciclo genera valore economico, ambientale e occupazionale per il Paese: ora occorre creare un quadro che permetta a queste performance di consolidarsi e crescere» dichiara Simona Fontana, Direttrice Generale Conai.
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