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INDAGINE SUL TRAFFICO DI ANIMALI / 2

La Rete è diventata una “piazza di spaccio” di animali e anche dei cuccioli della tratta

La Rete è diventata una “piazza di spaccio” di animali e anche dei cuccioli della tratta
© Thandy Yung/unsplash.com

Ermanno Giudici Ermanno Giudici 22 Nov 2021

La Rete viene usata dai trafficanti per proporre le loro merci, perché per i venditori i cuccioli sono merci, da piazzare in modo veloce, grazie a una visibilità che prima dell’avvento di Internet era impensabile.

La Rete ha stravolto i confini geografici e permette ai trafficanti di poter avere una platea molto estesa, smisurata. I siti sono spesso fatti in lingua italiana, anche se poi si scopre che molti di quelli più gettonati appartengono a italiani che si sono trasferiti nei paesi dell’Est, dove si procurano i cuccioli o dove hanno impiantato allevamenti. In questo modo gli acquirenti sono convinti di avere a che fare con realtà che hanno sede in Italia, perché spesso si informano poco, troppo poco per poter prendere decisioni ponderate.

Uno di questi siti, che è stato più volte sotto inchiesta da parte della magistratura italiana, ha addirittura creato una gallery dei VIP che hanno comperato o avuto in regalo un cucciolo, perché si sa che la pubblicità è l’anima del commercio e queste foto dovrebbero dimostrare la bontà del prodotto venduto.

L’offerta riguarda uno dei cani più richiesti dal mercato, il bulldog francese, che è anche il cane più maltrattato geneticamente. Questi cani, tecnicamente definiti “brachicefali”, con il muso corto, non possono respirare correttamente proprio per la conformazione della scatola cranica, che se paragonata a quella del capostipite di tutti i cani, il lupo, ben evidenzia la differenza.

Queste razze sono state modificate dagli allevatori, che hanno cercato di renderli sempre più simili a dei cuccioli d’uomo, con il muso schiacciato e gli occhioni grandi, studiati per fare tenerezza, per avere eternamente tratti neotenici, da eterni cuccioli. Ma l’estetica e la funzionalità non vanno sempre d’accordo e così questi cani fanno fatica a respirare, vivono costantemente in apnea, molto spesso devono essere sottoposti a interventi chirurgici per risolvere parzialmente il problema. Cani che fanno fatica a correre, che devono essere tenuti al fresco in estate per non rischiare problemi di salute, avendo difficoltà a termoregolare, considerando che i cani non sudano e disperdono il calore in massima parte con la respirazione.

© Thandy Yung/unsplash.com

Proprio per questi motivi i veterinari di tutta Europa, in particolare quelli anglosassoni, stanno da tempo attuando campagne per ottenere il divieto di allevare questi cani, per arrivare a un’estinzione dolce che metta fine a questa sofferenza geneticamente indotta. I veterinari hanno invitato anche i VIP a non acquistare questi cuccioli, a non metterli in mostra perché è proprio grazie all’ingiustificata pubblicità che queste razze hanno raggiunto il punto più alto della loro popolarità. Con l’aggravante che molto spesso i personaggi famosi si possono permettere di strapagare i loro cuccioli oppure di ottenerli in regalo, avendo i migliori, quelli che respirano meglio, quelli apparentemente più sani.

Ma la sterminata platea degli acquirenti comuni potrà comprare, spesso anche a rate, quelli che arrivano nei negozi o quelli venduti sulla Rete, che sono allevati senza alcuna attenzione alla genetica ma soltanto al profitto. Animali voluti come se fossero status symbol ma comprati senza conoscenza e senza criterio, come si trattasse in fondo dell’orologio di marca, magari falso, ma così incredibilmente somigliante a quello autentico. Grazie a questi acquisti d’impulso, non ponderati, le case si riempiono di cuccioli con problemi, mentre i portafogli dei trafficanti si ingrossano a dismisura.

Carlini, bulldog francesi ma anche inglesi: questi ultimi costano molto, hanno le stesse difficoltà di vita dei loro cugini francesi, con l’aggravante che per conformazione non riescono nemmeno più a partorire naturalmente, ma sono costretti a subire un taglio cesareo. Ma si sa che ogni moda ha i suoi sacrifici, ma in questo caso li pagano sempre gli animali.

(continua…)

 

Leggi qui:

Indagine sul traffico di animali / 1

 

 

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