Agli alberi in inverno
Buoni alberi che le braccia severamente spoglie
Al cielo protendete, invocando il ritorno della primavera!
Ah, vi tocca ancora aspettare, poveri figli della terra,
Diverse notti tempestose, diversi gelidi giorni!
Ma per voi il sole e la verde primavera torneranno;
Solo mi chiedo: la primavera e il sole torneranno anche per me?
Attendi paziente, cuore, e linfa metti nelle tue radici!
Forse, tutt’a un tratto, il destino la farà di nuovo scorrere.
Johann Gottfried von Herder
Spesso ci lasciamo incantare dalla bellezza dei boschi in primavera, sgargiante di fiori, in estate, carica di verde energia, e in autunno, coi mille colori; solitamente l’inverno viene preso in causa poche volte. Eppure, la ciclicità della Natura ci sorprende ogni volta ed è sempre pronta a insegnarci qualcosa. Il filosofo tedesco von Herder è ispirato per questa sua poesia dagli alberi in inverno, facendosi portatore di un ricco messaggio di speranza, di cui la nostra società inizia ad essere purtroppo a digiuno.
Gli alberi protendono i rami spogli, e magari ricoperti di ghiaccio o neve, verso il cielo, invocando la primavera, come fosse una supplica, consapevoli di dover affrontare numerose tempeste notturne, che di solito sono più gelide rispetto al dì, e lunghi giorni gelidi e bui. Tuttavia, gli alberi sanno che il sole e la verde primavera torneranno, la loro speranza alimenta la linfa dentro la loro corteccia, devono solo resistere. Non resta che ammirare i nostri fratelli alberi, per la loro formidabile tenacia nell’andare incontro al loro destino ogni anno. La consapevolezza della vita li tiene vivi, come se riuscissero a godersi il momento presente, poiché certi della vittoria.
Ciò che forse valorizza ancor di più questi versi, è proprio la speranza che l’autore affida alle sue parole; osservare la situazione degli alberi in inverno pone diversi interrogativi. Infatti di fronte a tutto quello che succede intorno a noi e nel mondo, al netto della crudeltà dell’uomo, della violenza, delle ingiustizie, delle guerre, viene da chiedersi dove sia la nostra primavera. Che sia giunto un perenne inverno dei cuori? Eppure, la nostra amata Natura ci insegna che la primavera attende di fiorire, ogni volta e per tutti, senza distinzioni. Occorre avere molta pazienza, come sottolinea al proprio cuore von Herder, bisogna mettere linfa nelle proprie radici: il destino avrà forse riservato la possibilità di continuare a vivere. La primavera non è passiva, non è immobile: essa è cambiamento allo stato puro, potrebbe essere rappresentata dalla farfalla che esce dalla crisalide, poiché nell’inverno della nostra vita o, meglio, di un momento specifico della nostra vita, noi dormiamo, ci ritiriamo e perdiamo le verdi foglie, ma se contempliamo l’orizzonte, aperti alle possibilità, fiduciosi nella luce del cambiamento, un nuovo sole sorge anche per noi e i germogli che abbiamo preparato nel duro inverno saranno pronti a manifestare la loro essenza.
Perciò, dovremmo accogliere l’inverno consapevoli che anche per noi tornerà la primavera; allo stesso modo dovremmo accogliere i dolori e le difficoltà, poiché la Vita non mancherà mai l’occasione di manifestarsi, sempre.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





