Un nostro lettore, il sig. Franco Angiulli, ci ha inviato alcune foto e una nota nella quale racconta un fatto, forse straordinario.
Scrive Angiulli: «In una passeggiata in zona gallurese, in Sardegna, mi sono imbattuto in questo incredibile incontro… una tartaruga che tranquillamente pasturava nel prato, con il carapace biancastro a causa della quasi totale mancanza delle classiche placche di colore verde.
Incuriosito, ho osservato meglio ed era chiaro che il mantello era andato perso a causa di un incendio che l’estate scorsa ha interessato la zona di prati con sparse diverse macchie mediterranee.
La tartaruga mi è sembrata così tranquilla che l’ho lasciata proseguire nel suo pasto.
La Natura fa il suo percorso».
Un caso davvero particolare
Il commento di Francesco Tomasinelli, naturalista ed esperto erpetologo.
«In effetti è un caso davvero particolare: non mi era mai capitato di vedere una testuggine con un danno così esteso al guscio. Potrebbe davvero trattarsi di una lesione causata da un incendio, che ha portato alla perdita degli scuti, che sono le placche di cheratina poste sopra il carapace osseo. Quando il calore è molto intenso, gli scuti possono bruciarsi o staccarsi del tutto, lasciando esposta la superficie di osso.
Queste placche hanno la capacità di riformarsi, perché sono formate da strati di cheratina, come le nostre unghie. Tuttavia la rigenerazione è un processo estremamente lento, soprattutto se l’individuo è anziano o se il danno ha raggiunto il tessuto osseo. In alcuni casi servono anni, e talvolta la ricrescita rimane solo parziale. Anche quando gli scuti tornano a formarsi, spesso risultano irregolari o diversi per colore e consistenza rispetto agli originali.
Nonostante tutto, molte testuggini riescono a sopravvivere a traumi anche gravi del carapace, adattandosi alla nuova condizione.
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