La trota mediterranea è una delle popolazioni più preziose del complesso Salmo trutta. Adattata da millenni ai fiumi dell’Europa meridionale, rappresenta un importante serbatoio di biodiversità, ma oggi è sempre più minacciata dagli effetti combinati del cambiamento climatico e delle attività umane.
Caldo estivo, il principale responsabile
Uno studio pubblicato sulla rivista Fishes e condotto su 88 siti fluviali della Catalogna, attraverso dieci anni di monitoraggio, ha analizzato quali fattori influenzano maggiormente abbondanza, biomassa e struttura delle popolazioni.
Il risultato più evidente riguarda la temperatura. Tra tutte le variabili considerate, il caldo estivo è risultato il principale fattore limitante: all’aumentare della temperatura diminuiscono densità, biomassa e successo riproduttivo della trota. Le popolazioni mediterranee vivono, infatti, vicino al proprio limite di tolleranza termica e un ulteriore riscaldamento potrebbe ridurre drasticamente gli habitat idonei.
Gli incroci genetici
Lo studio evidenzia anche il ruolo dell’introgressione genetica, cioè l’incrocio genetico con trote atlantiche introdotte in passato per il ripopolamento a fini di pesca. Le popolazioni con una maggiore componente genetica non autoctona mostrano comunque densità e biomassa inferiori, probabilmente perché perdono gli adattamenti che consentono alle trote mediterranee di affrontare le elevate temperature e la variabilità idrologica tipiche dei fiumi del Sud Europa.
La competizione con le specie introdotte
Un’altra pressione significativa è rappresentata dalle specie introdotte, in particolare i piccoli ciprinidi del genere Phoxinus.
Questi pesci competono con le giovani trote per il cibo e lo spazio, riducendone la diffusione. Lo studio suggerisce, inoltre, che il riscaldamento climatico potrebbe favorire ulteriormente queste specie invasive, amplificando il loro impatto.
Le variabili idrologiche, come portata e siccità, hanno invece mostrato un’influenza meno marcata rispetto alla temperatura, mentre la gestione della pesca incide soprattutto sulla presenza degli individui più grandi: nei tratti dove è consentito il prelievo si osservano meno esemplari di grandi dimensioni e una biomassa inferiore.
Secondo gli autori, la conservazione della trota mediterranea richiede un approccio integrato: proteggere i rifugi di acqua fredda, preservare il patrimonio genetico autoctono, limitare la diffusione delle specie invasive e adattare la gestione della pesca agli effetti del cambiamento climatico.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





