Uno straordinario bosco di abeti, già segnalato dalla Società Botanica Italiana, dal settembre 1997 è parte della Riserva Naturale Regionale Guidata “Abetina di Rosello” in provincia di Chieti.
Oggi, la distesa di 169 ettari di abetine a Rosello, che per circa due secoli è rimasta intoccata e ha mantenuto un equilibrio ambientale dove i processi naturali evolvono senza alcuna interferenza umana, diventa Bosco Vetusto, il primo in Italia, capofila in Europa.
L’iscrizione del primo bosco vetusto nella Rete Nazionale giunge al termine di un iter di validazione scientifica che ha confermato la presenza dei requisiti di eccellenza.
L’Abetina di Rosello
I boschi ad abete bianco sono relativamente comuni nell’area alpina, mentre sulla catena appenninica hanno una presenza inconsueta e localizzata.
L’Abetina di Rosello rappresenta l’area di maggior rilievo per l’abete bianco, compresa tra l’alto corso del Trigno e il medio bacino del Sangro, in cui i vari nuclei, anche se interrotti da pascoli e aree cespugliate, formano un complesso quasi unico a testimonianza di una più vasta abetina.
Si tratta di alberi autoctoni, spontanei e che per oltre sessant’anni sono stati capaci di resistere al tempo senza alcun intervento umano. Con un’estensione minima di 10 ettari, denotano un elevato grado di naturalità perché presentano tutti gli stadi del ciclo vitale, dalle piantine giovani agli alberi adulti, dagli alberi morti in piedi a quelli atterrati, creando così habitat ospitali per la flora e la fauna.
Il decreto istitutivo
«I boschi vetusti sono custodi della biodiversità, uniscono natura, cultura e identità dei luoghi. La loro verticalità testimonia lo scorrere del tempo e racconta la nostra storia. Proteggerli e valorizzarli significa preservare la nostra memoria e diffondere la loro bellezza. L’Italia è ancora una volta capofila in Europa grazie a una strategia forestale all’avanguardia che permette di istituire un ulteriore presidio di conservazione naturale del nostro patrimonio arboreo» ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.
Il decreto istitutivo ha come obiettivo quello di preservare l’integrità di un’area che è stata capace di sopravvivere autonomamente durante gli anni.
Sono vietate attività di disturbo, prelievo e manipolazione dell’ecosistema, come utilizzo di droni tecnologici e operazione di gestione e modifica del soprasuolo perché ne pregiudicherebbero il suo ambiente naturale.
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