In tutto è lunga quarantadue chilometri di valle montana ampia, verde e rilassante, dove i paesi di fondovalle sono mediamente a 400-600 metri di quota, ma dove si possono toccare facilmente i 2.000 metri, senza essere necessariamente un alpinista.
Se il fondovalle principale è un semplice, tranquillo arco, vi sono però alcune vallate laterali che possiedono uno spirito proprio e unico, vere perle da scoprire passo a passo come la Valle dei Mocheni, caratterizzata da una lingua di origine germanica che nulla a che vedere con il dialetto del resto della valle; oppure la chiusa Valle Sella, o l’Altopiano del Tesino che si inerpica verso le quote più elevate.
La dolcezza del fondovalle ha permesso lo sviluppo della Ciclopista della Valsugana, 80 chilometri e 350 metri di dislivello totali che seguono in parte il corso del fiume Brenta ricalcando a tratti l’antica Via Claudia Augusta Altinate di epoca romana.
In tutto è una montagna perfetta per chi si muove con bambini al seguito, o per i “diversamente attivi” che prediligono passeggiate semplici, brevi, poco faticose che stimolano giusto l’appetito…
Soprattutto in autunno, quando i colori del foliage arricchiscono il paesaggio e allora ecco che calziamo scarpe comode e andiamo alla ricerca dei più bei riflessi colorati e suggestivi.
E li andiamo a cercare lungo le rive del Lago di Levico, stretto tanto da ricordare un fiordo, perfetto per chi ama pescare o anche solo godere delle sue ampie spiagge facilmente raggiungibili.
Partiamo dai parcheggi di viale Segantini (440 m/slm), in estate affollati di bagnanti mentre in autunno sono immersi nel silenzio e nella tranquillità.
Il verde parco Segantini ci separa dall’acqua e ci incamminiamo tenendolo alla nostra sinistra, superando alcuni hotel per cominciare la passeggiata lungo lago, una tranquilla sterrata quasi pianeggiante e fil d’acqua. A tratti una panchina si fa tentatrice: perché non fermarsi ad ammirare i riflessi che alternano molti gialli e qualche rosso in un caleidoscopio sempre mutevole che ondeggia con le onde che increspano appena la superficie a specchio?
Inutile dare una descrizione di direzione: su questo lato non vi sono bivi ed è possibile lasciar andare il passo, tranquillo, senza pensieri, lungo un tragitto adatto davvero a tutti, comprese ginocchia scricchiolanti, passeggini e bimbetti dalle gambe corte.
Una vera immersione zen.
Sarebbe possibile fare l’intero giro del lago seguendo la segnaletica di Via Caludia Augusta. Il lato opposto, però, è tutto su sentiero, con molti cambi di pendenza e tratti un po’ più impegnativi e alla fine, per tornare al punto di partenza, si è costretti a un lungo giro che aggira i campeggi.
- Lago di Levico. © F. Voglino/A. Porporato
- Lago di Levico. © F. Voglino/A. Porporato
Preferiamo tornare indietro quando, alla fine del lago, la strada prende a salire, ammirando nuovamente i riflessi che, con il mutare della luce, variano ad ogni passo, sempre diversi e suggestivi.
Note
Dati sola andata
Lunghezza: 4,8 km
Dislivello: 20 m
Tempo al netto delle soste: 1 h 30 min
Dati anello completo
Lunghezza: 9 km
Dislivello: 120 m
Tempo al netto delle soste: 3 h
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo.
Link utili
- Lago di Levico. © F. Voglino/A. Porporato
- Lago di Levico. © F. Voglino/A. Porporato
- Lago di Levico. © F. Voglino/A. Porporato
- Lago di Levico. © F. Voglino/A. Porporato
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