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Viaggi e outdoor
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NELLA TERRA DEGLI ETRUSCHI/3

L’altra Maremma: l’indimenticabile Cala Violina

L’altra Maremma: l’indimenticabile Cala Violina

Francesco Tomasinelli Francesco Tomasinelli 6 Feb 2020

Guarda i primi due itinerari nella Maremma alternativa: le Biancane di Monterotondo e le miniere di Montioni

 

Una baia sabbiosa stupenda, circondata da magnifiche formazioni di roccia, arenaria color rosso castano, che emergono da una macchia mediterranea ancora intatta. Questo è lo scenario di Cala Violina e delle sue baie gemelle, uno dei tratti di costa più belli di tutta la Toscana. Non ci sono comode strade per arrivare alla spiaggia, ma anche così, in piena estate, centinaia di bagnanti affollano ogni giorno questa baia, che da quasi 15 anni è stata inclusa nell’area protetta delle Costiere di Scarlino. Il nostro invito, quindi, è venire qui fuori stagione, per esempio durante la primavera, quando la macchia attorno ai sentieri si anima delle fioriture di moltissime specie vistose.

Sono due gli itinerari per raggiungere Cala Violina. Il primo, per chi ha fretta, prevede di lasciare l’auto presso il parcheggio al quale si arriva seguendo la SP158 (Strada delle Collacchie) che collega Follonica a Castiglione della Pescaia. Procedendo verso sud, infatti, all’altezza del km 10 un’indicazione sulla destra per Cala Violina porta su uno sterrato che conduce al parcheggio. Poi un sentiero di circa 1,5 chilometri si infila nella macchia e, dopo un dislivello davvero modesto, consente di arrivare al mare in circa mezz’ora.

Il sentiero lungocosta

Ma il percorso più interessante è un altro, e prende il via dall’estremità meridionale di Portiglioni. Il tracciato si estende per circa 4 km attraverso un lungo tratto intatto di costa, che regala bellissimi scorci sulle calette sottostanti: Cala di Terra Rossa, Cala Le Donne e Cala Martina, senz’altro la più pittoresca e sede di un piccolo monumento che ricorda il passaggio di Garibaldi in questi lidi. Doppiando Punta Martina (il promontorio verde che si scorge in quasi tutte le immagini della spiaggia), si arriva in vista di Cala Violina, con la sua splendida lingua di sabbia lunga circa trecento metri, fatta di microscopici granuli di quarzo. Si dice che lo scricchiolio dei singoli granelli sotto la suola delle scarpe produca un suono particolare, simile alla melodia di un violino. Da qui il nome Cala Violina. Visione troppo romantica? Probabilmente sì, ma la vista di questa mezzaluna di sabbia bianca che emerge dalle acque turchesi della costa, ancora prive di bagnanti estivi, è una delle immagini più suggestive di questa regione.

Quanta vita nella macchia

La vegetazione che cresce attorno a Cala Violina è la più spettacolare di questo tratto di costa toscana. L’impatto dell’uomo negli ultimi decenni è stato modesto cosicché la macchia mediterranea domina incontrastata su ogni metro quadrato del territorio. Si tratta di un ambiente ormai raro, degradato in gran parte della regione per la crescente urbanizzazione delle coste.

La barba di Giove (Anthyllis barba-jovis) è una delle piante più interessanti del litorale. Lontana parente delle ginestre e altrove molto più rara, qui forma grandi cespugli che sfiorano i due metri di altezza e in primavera si colorano di fiori bianchi. Attorno il verde uniforme di corbezzolo, lentisco, mirto e alterno è intervallato dalle fioriture primaverili dei cisti rossi e del cisto Montpellier.

La macchia ospita molti animali, anche in inverno. Per rendersene conto basta cercare le impronte sulla sabbia vicino al mare: si possono osservare quelle delle volpi, dei cinghiali, dei tassi, degli istrici e di altri mammiferi più piccoli. Senza contare i rettili, come il geco verrucoso e un serpente poco comune e non velenoso, il colubro del Riccioli (Coronella girondica). Il miglior punto di osservazione della fauna sono i sentieri che percorrono la costa. Qui si possono incontrare piccoli uccelli come l’occhiocotto, la magnanina e la sterpazzola, specie caratteristiche della macchia mediterranea e altrove molto difficili da osservare. Purtroppo il più delle volte l’unico istante che si riesce ad afferrare è un volo repentino seguito da un tuffo nell’intrico della vegetazione. Più facile è avvistare le farfalle: nella macchia di Follonica vivono specie grandi e vistose come la cedronella, la vanessa del caprifoglio e la grande e bellissima ninfa del corbezzolo.

Il fiore del cisto

SCHEDA ITINERARIO

Per chi

Itinerario per tutti.

Lunghezza

4,5 chilometri sola andata per quello costiero. Solo 1,5 km per la via interna, meno spettacolare.

Durata

Meglio contare una giornata, soprattutto se si fa una lunga sosta in spiaggia.

Dislivello

Irrilevante.

Cartografia

Carta tecnica regione Toscana (CRT) scala 1:10.000 n. 318100; Carta Turistica “Bandite di Scarlino” scala 1:15.000, da richiedere presso l’Ufficio Turistico del Comune di Scarlino in località Puntone.

Periodo

Tutto l’anno, ma in estate può essere affollato, soprattutto nei week end.

Equipaggiamento

Scarpe da trekking o da ginnastica leggere. Quando fa caldo è importante portarsi sempre almeno un litro di acqua e protezione per il sole.

Come arrivare

Si esce a Follonica sulla Aurelia SS1 e poi si prosegue per Portiglioni. L’accesso al sentiero si trova a sud, lungo la passeggiata a mare.

Numeri utili

ANPIL Costiere di Scarlino, tel. 0566 38511.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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