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Viaggi e outdoor
Italia
Nella terra degli etruschi/2

L’altra Maremma: tra le miniere e le foreste di Montioni

L’altra Maremma: tra le miniere e le foreste di Montioni

Francesco Tomasinelli Francesco Tomasinelli 5 Feb 2020

Guarda il primo itinerario nella Maremma alternativa: le Biancane di Monterotondo

 

Una fitta distesa di boschi ricopre le colline a nord di Follonica, oltre 6.000 ettari protetti dal 1998 dal Parco Interprovinciale di Montioni che sorge attorno al piccolo centro da cui prende il nome.

Le foreste di Montioni risentono ancora del clima mediterraneo e sono ricche di leccio, sughera, roverella e cespugli sempreverdi. La zona più interna ospita anche vaste distese di cerro, carpino e singole piante di olmo, acero e ciavardello (una specie di sorbo, che in autunno si tinge di un bel giallo vivo).

Alcune delle piante più antiche si trovano nel cuore del parco, all’interno della Riserva Naturale Integrale di “Poggio Tre Cancelli” nella quale l’accesso è vietato. Ma il Parco di Montioni è attraversato da un reticolo di antichi sentieri, tutti praticabili e per nulla faticosi, che un tempo erano utilizzati per il trasporto della legna, del carbone e per l’estrazione dell’allume, un composto chimico molto ricercato fino a quasi un secolo fa.

© Francesco Tomasinelli

Il sentiero attorno all’ex cava

Oggi le miniere sono chiuse e la vegetazione ha ripreso lentamente possesso delle radure e di una parte delle antiche strade. Cinghiali e daini sono comuni e a questi si affiancano specie più elusive come istrice e capriolo e un buon numero di uccelli, compresi rapaci come il biancone, lo sparviere e il falco pecchiaiolo. Recentemente è stato addirittura osservato il lupo.

Il nostro suggerimento è percorrere il sentiero che gira attorno alla ex cava di quarzite al centro del Parco, non accessibile e interessata da una bonifica. Il tracciato parte da Montioni, nel piazzale presso il ristorante La Foresta, e si inoltra su una strada sterrata in direzione della testimonianza storica più suggestiva della zona, le “Terme della Baciocca”, cioè di Elisa Bonaparte Baciocchi.

Al di là di qualche singola radura, tutta la zona è rivestita da una fitta foresta, un misto di macchia sempreverde e querceti decidui che si dirada in prossimità delle cave di allume, piccole grotte scavate nella roccia. Le prime si trovano circa 300 metri dopo le Terme ma sono accessibili solo con visite guidate. Per visitare quelle liberamente accessibili bisogna andare verso Poggio Saracino lungo una diramazione laterale del sentiero.

L’allume, risorsa del passato

L’attività di estrazione dell’allume ha assunto una certa importanza nel corso del XV secolo. Il prezioso minerale divenne infatti molto ricercato dalle industrie tessili come fissante per colori, ma veniva utilizzato anche nella concia delle pelli, nella produzione del vetro e in medicina. Ma cosa è esattamente l’allume? Si tratta di un sale, tecnicamente un solfato doppio di alluminio e potassio, che si presenta come un solido bianco incolore e inodore. Viene estratto dall’alunite, un minerale che si rinviene nelle rocce vulcaniche cariche di potassio.

I giacimenti di Montioni e Monterotondo Marittimo erano, assieme a quelli di Allumiere (Monti della Tolfa in Lazio), i più importanti d’Italia. Oggi l’attività di estrazione dell’allume è cessata da quasi un secolo, ma rimangono le testimonianze di questo sfruttamento, sotto forma di cave e gallerie molto suggestive, scavate nelle pareti di roccia nascoste nel folto della foresta. Alcune sono chiuse e accessibili solo con le visite guidate.

© Francesco Tomasinelli

La sorella di Napoleone

La vicenda dell’allume si lega anche alla figura di Elisa Bonaparte in Baciocchi, sorella di Napoleone che, all’inizio del XIX secolo, era stata insignita del titolo di Principessa di Lucca e Piombino, poi Granduchessa di Toscana.

Presso le antiche case Elisa fece costruire un piccolo centro abitato (che si chiamava Montioni Elisa), stabilendovi la propria residenza e delle terme, oltre agli alloggi dei minatori impegnati nelle attività di estrazione e agli edifici industriali in cui si lavorava l’allume.

Gli antichi stabilimenti termali sono ancora oggi visibili all’inizio del percorso, lungo la strada sterrata, mentre negli edifici si trovano la Residenza la Baciocca e il Ristorante Bar La Foresta, nei pressi del quale si parcheggia prima dell’escursione.

SCHEDA ITINERARIO

Per chi

Itinerario adatto a tutti.

Lunghezza

6 km per la versione completa.

Durata

Circa tre ore.

Dislivello

Circa 100 m.

Cartografia

Carta tecnica regione Toscana (CRT) scala 1:10.000 n. 306130 e 306140; Carta Turistica “Boschi di Montioni” scala 1:15.000 da richiedere presso ufficio Bandite di Scarlino;

Periodo

Tutto l’anno.

Equipaggiamento

Scarpe da trekking e binocoli per osservare gli ungulati e gli uccelli più facilmente.

Come arrivare

Si esce a Follonica sulla Aurelia SS1, si prosegue per Massa Marittima, per poi

deviare sulla sinistra in direzione di Montioni. L’accesso al sentiero si trova presso il ristorante La Foresta.

Numeri utili

Pro Loco Follonica, tel. 0566 51550.

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