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stai leggendo L’antico Lago Prile, oggi Riserva Naturale Diaccia Botrona
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Viaggi e outdoor
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MAREMMA GROSSETANA / SECONDA PARTE

L’antico Lago Prile, oggi Riserva Naturale Diaccia Botrona

L’antico Lago Prile, oggi Riserva Naturale Diaccia Botrona
La veduta della Riserva di Diaccia Botrona. In mezzo al “padule” Casa Ximenes, che ospita il centro visite. © L. Floris

Laura Floris Laura Floris 23 Set 2020

 

Leggi qui la prima parte dell’itinerario nella Riserva Naturale di Diaccia Botrona

 

Diaccia Botrona è un vasto ambiente palustre di estremo valore per la sosta, lo svernamento e la nidificazione dell’avifauna acquatica. La provincia di Grosseto nel 1996 vi ha istituito una Riserva Naturale, ricompresa, tra l’altro, in una più vasta Zona Umida di Importanza Internazionale secondo la Convenzione di Ramsar.

 

Tra Castiglione della Pescaia e Grosseto, fino a 3mila anni fa si apriva un vasto golfo marino. In seguito alla trasformazione del litorale, il golfo fu parzialmente separato dal mare, dando luogo a un’ampia laguna di 120 km2 che fornì approdo sicuro alle navi degli Etruschi.

Sulle alture attorno al Lago Prile sorsero, infatti, i centri di Vetulonia, fino al VI secolo a.C. una delle più fiorenti città dell’Etruria, e di Roselle che si sviluppò in seguito, fino a quando non venne espugnata nel 294 a.C. da Roma. Il Lago Prile assicurò agli Etruschi le relazioni commerciali con il Mediterraneo. Qui giungeva dalla Sardegna lo stagno, insieme al rame delle Colline Metallifere, dava vita al bronzo.

Il Lago continuò a essere una preziosa risorsa anche in seguito: il toponimo di Castiglione della Pescaia deriva proprio dall’esercizio della pesca nel lago nell’alto Medioevo, ma fiorente fu anche la produzione e il commercio del sale. La peste nera del 1348 provocò lo spopolamento delle campagne, i corsi d’acqua non furono più regimentati favorendo il progressivo impaludamento dell’area e la scomparsa del lago, mentre cominciò a diffondersi la malaria.

 

Casa Ximenes e le bonifiche di Diaccia Botrona

A causa del degrado a cui andò incontro a partire dal XIV secolo, il Lago Prile, o lago di Castiglioni, divenne la principale fabbrica di malaria nella pianura grossetana.

Diversi furono nei secoli i tentativi di bonifica. Il granduca di Toscana, Pietro Leopoldo di Lorena, nel 1766 affidò le sorti del territorio a Leonardo Ximenes, gesuita che progettò una serie di opere idrauliche che avevano lo scopo di regolare le acque in quello che ormai era una malsana palude. Sino alla fine dell’800 si credeva che la malaria fosse provocata dai miasmi esalati dalle acque stagnanti. Ximenes realizzò, tra le altre cose, la Fabbrica delle Cateratte, l’edificio solitario che oggi porta il suo nome.

La Casa Rossa aveva lo scopo di regolare attraverso un sistema di chiuse, secondo le necessità, lo scambio delle acque tra la palude e il mare. Ma la situazione non fu mai sotto controllo.

A partire dagli anni ’20 del 1900 l’area fu interessata dai grandi lavori della “bonifica integrale”, avviati dal governo fascista e poi portati avanti da quello repubblicano. La colmata definitiva del padule, progettata negli anni ’50, non avvenne. L’individuazione nel 1972 dell’Area Umida di Importanza internazionale tracciò la strada alla futura Riserva Naturale.

Casa Ximenes oggi è un centro visitatori multimediale frequentato da appassionati, soprattutto birdwatcher. All’interno, in una “stanza di regia”, sofisticate attrezzature, collegate a una serie di telecamere dislocate nel padule, danno la possibilità di monitorare in tempo reale alcune zone dell’area protetta.

La riserva è frequentata da un grande numero di fenicotteri che, sebbene presenti tutto l’anno, in autunno arrivano a superare anche il migliaio di individui.
Il carciofo selvatico (Cynara cardunculus), tra le specie che crescono nell’area protetta. © L. Floris
Il tarabuso (Botaurus stellaris): simbolo della Riserva, nidifica nelle residue zone del canneto.

Itinerari

La rete di sentieri consente visite della durata da un minimo di 1 a un massimo di 6 ore. Sono inoltre presenti postazioni per effettuare il birdwatching. Si consiglia anche la visita a Casa Ximenes, all’interno della quale i visitatori possono conoscere la Diaccia Botrona attraverso il sofisticato sistema di videoripresa. Sempre all’interno della Casa Rossa è possibile effettuare un percorso multimediale per approfondire alcuni temi legati alla Riserva.

Info sugli orari di apertura di Casa Ximenes

Da non perdere

La Casa Rossa è il fulcro della Riserva e tappa obbligata. All’estremità Nord della Riserva, su di una collinetta, vi sono resti di un’abbazia medievale (secondo alcuni quella di San Pancrazio), sorta sull’Isola Clodia, allora circondata dalle acque del Lago Prile. Infine, data anche la vicinanza, merita una visita il pittoresco centro di Castiglione della Pescaia, con il suo bel  Castello arroccato, le cui origini probabilmente risalgono al VI secolo d.C.

INFO

  • Classificazione e istituzione: Riserva Naturale Provinciale, C.P. n.17 27/2/1996.
  • Regione: Toscana.
  • Comuni e provincia: Castiglione della Pescaia e Grosseto (GR).
  • Ente gestore: Provincia di Grosseto-www.provincia.grosseto.it
  • Superficie: 1273 ettari, a cui si sommano 1268 ettari di area contigua.
  • Altitudine: 0 m slm.

Come arrivare:

In macchina, dalla superstrada S1 (Via Aurelia), uscire a Grosseto e imboccare la SS 322 delle Collacchie fino a Castiglione della Pescaia. Prima del Ponte Giorgini sulla Bruna, svoltare a destra, costeggiare il porto canale, seguendo le indicazioni per il Centro visite di Casa Ximenes.

 

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