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L’AFRICA DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA / 3

Le emozioni vissute durante il safari a piedi nel bush

Le emozioni vissute durante il safari a piedi nel bush
© Scott Ramsay/Remote Africa Safaris

Redazione Redazione 20 Ott 2021

I Parchi nazionali del Nord e Sud Luangwa, nello Zambia, sono ricchi di tutte le specie di animali che uno desidera trovare e soprattutto hanno le migliori guide, gli unici in tutta il continente africano a seguire una formazione specifica per i safari a piedi.

di Nicolas Ancot

Vi racconto un momento emozionante che certamente non avrei potuto vivere in un safari su jeep.

Stiamo camminando in una parte del bush molto aperta, quindi siamo piuttosto rilassati e meno attenti del solito, perché si può vedere da lontano se si avvicina un animale pericoloso.

© Scott Ramsay/Remote Africa Safaris

Stiamo per passare accanto a un arbusto alto 3 m e lo stesso di larghezza quando lo scout ci fa segno di fermarci subito e di fare silenzio. Sempre con segni della mano, ci fa andare in dietro di 10 metri e poi riprende la marcia, passando a ben 30 metri a destra dell’arbusto.

Dietro c’era un elefante maschio che stava raccogliendo e mangiando con calma la frutta dell’arbusto con la sua proboscide. Siamo rimasti lì 10 minuti a guardarlo in tutta tranquillità, ma senza l’attenzione dello scout potevamo finire in una situazione difficile e potenzialmente pericolosa.

© Scott Ramsay/Remote Africa Safaris

Anche di notte, il contatto con la natura rimane intenso. I bungalow sono fatti di legno e di paglia, le “finestre” sono delle semplici aperture senza vetri. Quindi i rumori del bush ti circondano anche mentre dormi.

Una notte mi sono svegliato verso le 3, sentendo un rumore nel giardino che separava il mio bungalow dal fiume. Era un suono che non riconoscevo. Incuriosito, presi la mia torcia e andai alla finestra. Il buio era totale. Accesi la torcia: il grosso ippopotamo adulto che mangiava l’erba si fece prendere dal panico e corse via a una velocita incredibile considerate le sue dimensioni, buttandosi nel fiume, dove si sentiva più in sicurezza. È stata una scena davvero buffa.

Spesso la sera, prima di addormentarsi, si sente il ruggito di un leone o di un leopardo. Ci fu una notte in particolare, però, dove questo ruggito fu conseguito, per diverse ore, dalle risate sadiche di un gruppo di iene. Ne parlai con la mia guida Steven a colazione: evidentemente il felino aveva fatto una vittima, aveva cenato e poi lasciato la carcassa alle iene. Decidemmo quindi di cercare i resti del festino.

© Scott Ramsay/Remote Africa Safaris

Al momento della partenza, però, un gruppo di babbuini che viveva vicino al campo iniziò ad abbaiare (quando sentono un pericolo, fanno un rumore molto simile ai cani). Poteva significare solo una cosa: il felino della notte era molto vicino e le scimmie lo avevano avvistato. Cambio di programma. Andammo di conseguenza verso i babbuini, facendo attenzione a rimanere sul lato verso il quale soffiava il leggero vento che c’era, con l’obbiettivo di vedere il leone o il leopardo. La guida si fermava spesso a guardare i babbuini, che erano saliti tutti sugli alberi, infatti, il loro sguardo ci indicava la direzione dove cercare il felino. Senza successo. Dopo un’ora le scimmie si sono calmate: il pericolo si era allontanato.

Più avanti nella mattina abbiamo trovato i resti dell’impala, vittima del felino e delle iene. Erano rimaste solo le viscere e qualche pelo. Tutta la carne e tutta l’ossatura erano state totalmente divorati. «È stato un leopardo – mi disse la guida – un leone avrebbe portato via l’impala per mangiarlo durante più giorni, ma il leopardo è più piccolo e debole e ha dovuto abbandonare una parte del malcapitato alle iene».

© Scott Ramsay/Remote Africa Safaris

Lo stesso giorno, camminando attraverso il bush, la guida mi fermò e mi disse di guardare un piccolo ma bellissimo uccello azzurro che stava volando sopra di noi. Si trattava di un “lilac-breasted roller” (in italiano una ghiandaia marina pettolilla). «Guardalo bene, sta per fare il suo ballo nuziale».

Infatti, l’uccello salì molto in alto, poi di colpo andò giù a una velocità altissima, con le ali chiuse, per essere più aerodinamico. Poi, a pochi metri dal suolo, rindirizzò la corsa in orizzontale e volò girando su se stesso, come se fosse un aereo delle frecce tricolore.

Fu uno spettacolo mozzafiato di 30 secondi, che di sicuro non avrei visto, senza l’aiuto della guida, che aveva notato e riconosciuto i movimenti di preparazione dell’uccello prima che si lanciasse.

© Scott Ramsay/Remote Africa Safaris

Info

  • Agenzia specializzata: Expert Africa
  • Bush camp di Remote Africa

 

Leggi qui la prima puntata di “L’Africa da un altro punto di vista”

Leggi qui la seconda puntata di “L’Africa da un altro punto di vista”

 

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