Si è sempre pensato che uno dei principali fattori che permise l’evoluzione delle scimmie verso i primi esseri umani sia stata una dieta carnivora, che ha contribuito allo sviluppo di cervelli e corpi più grandi.
Un nuovo studio, però, ha esaminato più siti archeologici in Africa sulle tracce dell’Homo erectus e ha scoperto qualcosa di sorprendente.
Lo spiega il dottor W. A. Barr, autore principale dello studio: «Generazioni di paleoantropologi sono andati in siti notoriamente ben conservati in luoghi come Olduvai Gorge cercando, e trovando, prove dirette del consumo di carne dei primi esseri umani. La tesi che ne è risultata è ci sia stata un’esplosione del consumo di carne due milioni di anni fa».
Tuttavia, quando si sintetizzano quantitativamente i dati da numerosi siti in tutta l’Africa orientale per testare questa ipotesi, la narrazione evolutiva basata sulla dieta carnivora inizia a vacillare.
Lo studio, pubblicato nei Proceedings of the National Academy of Sciences, non esclude del tutto il contributo della carne alla nostra evoluzione, ma chiede ulteriori ricerche per trovarne le prime prove, così come di prendere in considerazione anche altri modi in cui i nostri antenati avrebbero potuto svilupparsi.
Perché la carne?
Il successo dell’Homo erectus risiede in una serie di adattamenti, tra cui un cervello più grande e un intestino più piccolo. Un intestino più piccolo è associato al consumo di carne, poiché le proteine della carne sono più facili da digerire rispetto ai vegetali crudi, e un cervello più grande avrebbe avuto bisogno dell’energia fornita dalla carne animale.
Mangiare carne voleva dire anche una minore necessità di masticare rispetto al consumo di piante.
Anche arti più lunghi meglio adatti alla corsa e alla caccia sono collegati al consumo di carne.
Questa teoria è stata supportata dalla quantità di ossa di animali trovate in siti associati a H. erectus in Africa. I segni di taglio sulle ossa indicano che sono stati macellati e mangiati.
Una teoria precostituita
Tuttavia, il gruppo di ricercatori americani ha rilevato che il vasto recupero di ossa che mostrano prove di consumo di carne in aree ben studiate, come Olduvai Gorge, è correlato al maggiore sforzo espresso nella ricerca e nel campionamento di questo tipo di reperti. Cioè i ricercatori sono andati tenacemente alla ricerca di prove che confermassero una teoria precostituita. Nel frattempo, infatti, altri siti di periodi simili, dove state scoperte meno ossa consumate, sono stati studiati meno intensamente
Gli autori affermano che, mentre non si possa escludere la teoria “la carne ci ha reso umani”, siano necessarie più prove. Lo studio lascia aperta la possibilità che altre diete e modi di preparare il cibo possano aver fatto parte dell’evoluzione degli ominidi. Gli antenati umani moderni potrebbero aver avuto diete contenenti strutture vegetali più morbide come i tuberi, arrostiti nel fuoco.
Anche il foraggiamento potrebbe aver fornito abbastanza calorie per soddisfare le crescenti richieste energetiche.
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