Con la diffusione delle App di navigazione sugli smartphone e nella strumentazione delle nostre automobili, il traffico tende a concentrarsi su un numero più ristretto di strade suggerite dall’applicazione satellitare.
Una ricerca condotta dall’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “Alessandro Faedo” del Cnr (Cnr-Isti), dall’Università di Pisa e dalla Scuola Normale Superiore di Pisa mostra che, oltre una soglia di adozione generalmente compresa tra il 60% e l’80%, i benefici ambientali possono attenuarsi fino a scomparire. Lo studio è pubblicato su Nature Communications.
Concentrazione del traffico
Giuliano Cornacchia, Mirco Nanni e Luca Pappalardo del Cnr-Isti e da Dino Pedreschi dell’Università di Pisa hanno valutato quale impatto hanno sulle città i navigatori satellitari quando vengono utilizzati in contemporanea da migliaia di veicoli.
I risultati mostrano che l’adozione su larga scala dei servizi di navigazione può ridurre la diversità dei percorsi, concentrare il traffico su un numero più ristretto di strade e, in alcune condizioni, attenuare o persino annullare i benefici ambientali attesi.

Mappe del traffico a confronto – senza utilizzo del navigatore e con utilizzo del navigatore – a Milano (1). © UNNIPI e CNR / Nature Communications
«Attraverso simulazioni di traffico al computer, lo studio ha analizzato l’impatto dei navigatori sul traffico a Firenze, Milano e Roma, integrando dati GPS di veicoli privati e suggerimenti di percorso forniti dai principali servizi di navigazione, tra cui Google Maps, TomTom, Bing Maps e Mapbox» spiega Luca Pappalardo, primo ricercatore al Cnr-Isti, professore associato alla Scuola Normale Superiore e coordinatore dello studio.
«Le simulazioni hanno permesso di analizzare diversi scenari, variando il carico di traffico e il tasso di adozione dei navigatori satellitari: dallo 0%, in cui nessun veicolo segue le indicazioni di un servizio di navigazione, al 100%, in cui tutti i veicoli sono guidati da un navigatore. Nello studio abbiamo valutato gli effetti sulla diversità dei percorsi e sulle emissioni di CO2 nella città».

Mappe del traffico a confronto – senza utilizzo del navigatore e con utilizzo del navigatore – a Roma. © UNNIPI e CNR / Nature Communications
Vantaggi per il singolo, effetti collettivi indesiderati
«L’obiettivo dello studio non è stabilire se i navigatori siano positivi o negativi in sé. Questi strumenti possono offrire vantaggi al singolo automobilista, ma quando un numero elevato di utenti riceve indicazioni analoghe, possono prodursi effetti collettivi indesiderati sulla mobilità urbana» aggiunge Giuliano Cornacchia, primo autore della ricerca.
I risultati indicano che, all’aumentare del tasso di adozione, la diversità dei percorsi diminuisce in modo significativo: i veicoli tendono a essere canalizzati verso un insieme sempre più ristretto di strade. Negli scenari di piena adozione, la diversità dei percorsi diminuisce fino al 14% rispetto allo scenario in cui i suggerimenti non vengono seguiti. Inoltre, l’adozione dei navigatori tende a reindirizzare il traffico verso autostrade e grandi arterie.
La soglia d’inversione dei benefici
Lo studio evidenzia, inoltre, che l’impatto ambientale dei sistemi di navigazione è sfaccettato: i benefici dipendono soprattutto dal livello di traffico e dal tasso di adozione.
«In condizioni di traffico leggero, i navigatori riducono le emissioni di CO2. In condizioni di traffico intenso, invece, i benefici si osservano a bassi livelli di adozione. Superata una determinata soglia, che varia in base al servizio e alla città ed è in genere compresa tra il 60% e l’80%, i vantaggi si attenuano, svaniscono, o possono addirittura invertirsi, come osservato in alcuni scenari simulati a Roma» precisa Dino Pedreschi, professore presso il Dipartimento di informatica dell’Università di Pisa.
La sfida futura, concludono gli autori, sarà progettare servizi di navigazione capaci non solo di ottimizzare il percorso del singolo utente, ma anche di tenere conto degli effetti complessivi dei loro suggerimenti sulla città.

Mappe del traffico a confronto – senza utilizzo del navigatore e con utilizzo del navigatore – a Firenze. © UNNIPI e CNR / Nature Communications
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