La crisi economica e sociale conseguente a due anni di pandemia, alla guerra e all’impennata dei prezzi energetici non ferma in Italia l’impegno verso la salvaguardia delle foreste e del patrimonio boschivo.
I numeri di FSC – Forest Stewardship Council®, la ONG internazionale che da trent’anni è sinonimo di gestione forestale responsabile – per il 2022 confermano come l’impegno per una gestione responsabile dei boschi sia un fenomeno strutturale e in espansione.
Risultano, infatti, in crescita gli ettari di foreste certificate (+8%), la verifica dei servizi naturali (3 nuove realtà coinvolte) e i certificati di filiera (+3,7%).
Infrastruttura verde fondamentale
I boschi sono un’infrastruttura verde fondamentale per contrastare la crisi climatica, ma allo stesso tempo sono messi sotto stress da alte temperature, siccità, incendi ed eventi estremi. Senza contare problemi, a livello globale, come deforestazione e taglio illegale. FSC ritiene, però, che l’anno che si è appena concluso abbia portato ad alcuni importanti passi avanti nella tutela del patrimonio verde italiano.
Eccoli, raggruppati in quattro punti:
- Aumentano in Italia le aree certificate FSC
- Una sempre maggiore attenzione verso i servizi ecosistemici offerti dai boschi
- Filiere sempre più responsabili
- Cresce l’uso promozionale del marchio FSC
Le aree certificate FSC
A dicembre 2022 erano 81.590,21 in Italia gli ettari certificati secondo lo standard di gestione forestale FSC, con una crescita dell’8% in un anno. Certo, si tratta di numeri ancora piccoli rispetto agli 11 milioni di ettari di boschi presenti in Italia (dati Inventario Nazionale delle Foreste), ma promettente, se si pensa che l’aumento è del 23% negli ultimi tre anni.
Oggi nel nostro Paese ci sono 26 realtà certificate, diverse per tipologia e localizzazione. Val la pena di ricordare, fra queste, il trend positivo delle sugherete in Sardegna, con la seconda certificazione per una superficie di 75 ettari gestita da Agris Sardegna e le ultime certificazioni in ordine di tempo: il Parco naturale Oasi Zegna (1.700 ettari nel Biellese); il Comune di Torino (429 ettari) e l’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, che con i suoi 10.315 ettari è il primo parco nazionale a ottenere la certificazione FSC.
Servizi ecosistemici offerti dai boschi
Il 2022 ha fatto registrare una sempre maggiore attenzione, in Italia e nel mondo, per i servizi naturali offerti da boschi e foreste (conservazione della biodiversità, stock del carbonio, regolazione del ciclo dell’acqua, preservazione del suolo e servizi turistico-ricreativi), che possono essere valutati e quantificati secondo una procedura specifica messa a punto da FSC.
Oggi in Italia, che nel 2018 è stato il primo paese al mondo ad avviare questa verifica, sono già 13 le realtà coinvolte. Nell’ultimo anno si sono aggiunte Agris Sardegna, Oasi Zegna, Comune di Torino e Ente Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Nel mondo sono complessivamente 49 i gestori forestali certificati FSC che hanno ottenuto questo tipo di verifica.
Filiere sempre più responsabili
Anche nel 2022 sono aumentati i prodotti da materie prime forestali col “bollino” FSC. Il numero di certificati di filiera, infatti, è cresciuto in Italia del 3,7%: attualmente sono 3.298 e comprendono oltre 4.200 siti produttivi. Tre anni fa, a fine 2019, erano 2.558 i certificati attivi, per un totale di 3.100 siti produttivi interessati: l’aumento è quindi di ben 740 certificati della catena di custodia.
I settori con incrementi più rilevanti nel 2022 si riconfermano l’arredamento per interni ed esterni (637 certificazioni, +11,7% sul 2021), il tessile (143 certificazioni, +10%) e il packaging (1.270 certificazioni, +5%). Per quel che riguarda l’arredamento, il 2022 ha visto l’emissione di 67 nuovi certificati, tra cui spiccano quelli di Lube Industries s.r.l e Porro s.pa. Per sostenere la domanda del settore, FSC Italia nel 2022 è stata promotrice della quarta edizione del FSC Furniture Awards, che ha visto tra i 9 vincitori a livello europeo anche due aziende italiane: nella categoria indoor Stosa e nella categoria outdoor Euroform.
Sempre nel 2022, si è aggiunta una nuova importante certificazione di progetto riferita alle camere dell’hotel Park Hyatt Milano recentemente ristrutturato con mobili e finiture in legno certificato FSC: un progetto portato avanti dalla veneta Uno S.p.a.
Infine, per quanto riguarda il tessile, sono 13 nuovi certificati emessi, che vanno ad integrare ulteriormente le filiere italiane del fashion, dell’automotive e degli accessori, attraverso l’uso fibre tessili di origine naturale come rayon, viscosa e tencell certificate FSC.
Cresce l’uso promozionale del marchio FSC
Aumentano anche le aziende che chiedono di usare il marchio FSC sui propri prodotti a fini promozionali. A fine 2022 risultano 111 le aziende che hanno usufruito di questa licenza tramite la sottoscrizione di un cosiddetto Promotional License Agreement (PLA). Tra i settori maggiormente attivi si confermano l’agroalimentare con nuovi importanti partner come La Molisana e Sammontana; i retailer (fra i quali Alì Supermercati, Eurospin, Bennet); la cosmesi e il settore parafarmaceutico (Harbor, Pupa, L’Erbolario, I Provenzali, Biofficina Toscana, Bios Line, Bioclin) e nuovi licenziatari quali Manetti&Roberts per il brand OMIA e Spes Medica. L’interesse si è esteso anche al settore fashion con Diesel, Diadora, Luisa Via Roma e Arena tra i licenziatari, e a quello delle aziende interessate a sostenere aree forestali certificate FSC attraverso investimenti sui servizi ecosistemici: tra queste, Sgambaro, Levico Acque e Prodeco Pharma.
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