Il Cammino di Santiago è senza dubbio uno dei più bei regali che ci si può fare nella vita. Non esistono lunghi giri di parole o teorie surrogate da studi e suggestioni, per far comprendere a coloro che non lo hanno compiuto, l’unicità di un’esperienza strabiliante.

«Il Cammino non è per nulla inoffensivo, come pensa chi non l’ha percorso. È una forza. S’impone, s’impossessa di voi, vi violenta e vi plasma» (Il Cammino Immortale, Jean-Christophe Rufin). L’unica cosa che si può fare davvero è raccontare storie – grandi, piccole, più o meno personali – legate al Cammino di Santiago. Solo così se ne può svelare, ma solo parzialmente, la magia. Ed è quello che abbiamo intenzione di fare. Naturalmente pretendere di esaurire tutti gli argomenti di natura filosofica, i consigli tecnici e non e tutti i possibili mondi legati al Cammino è senza dubbio impossibile. Per tal motivo riserveremo spazi e tempi diversi ai tanti aspetti di questo viaggio dentro e fuori di sé (cominciando dagli aspetti più teorico-esistenziali fino ad arrivare a quelli più pratici che, comunque potete trovare già in Rete in tutte le salse).

Come un pittore che prepara la sua tela, l’idea è quella di preparare la base del dipinto, parlandovi di suggerimenti e di “segreti” affinché il vostro primo Cammino si riveli per quello che è davvero: non una vacanza che vi distolga dalle inutili incombenze della quotidianità, ma un congedo sabatico da voi stessi e dalla vostra vita. Sta lì il passo breve che vi trasformerà da viaggiatore a pellegrino.
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