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OCEANOGRAFIA

Lo studio delle profondità oceaniche

Lo studio delle profondità oceaniche
Un minisommergibile autonomo per ricerche oceanografiche. StifynTonna/CC BY-SA 3.0

Redazione Redazione 2 Feb 2022

Evento
“Che cos'è l'oceanografia”
Dove
Museo di Storia Naturale "Giacomo Doria" e in streaming su Youtube
Quando
Giovedì 3 febbraio, ore 16

Nuovo appuntamento con le conferenze del Museo di Storia Naturale “G. Doria” di Genova, dove giovedì 3 febbraio alle 16.00 si parlerà di oceanografia. A raccontare l’evoluzione di questa straordinaria branca delle scienze della Terra sarà Luca Repetti, fisico dell’Istituto idrografico della Marina che ha avuto modo di lavorare sia nel campo della oceanografia fisica, sia della cartografia.

Un’avventura scientifica affascinante, ai cui albori c’è la circumnavigazione del globo di James Cook, avvenuta tra il 1772 e il 1775, grazie alla quale si iniziò a conoscere la distribuzione delle terre e dei mari sulla superficie del nostro Pianeta.

Con la posa dei primi cavi transatlantici, iniziata nel 1860, prese il via lo studio delle profondità oceaniche, ma per decretare l’inizio dell’oceanografia moderna bisogna arrivare al 1872, anno di partenza della spedizione degli scienziati inglesi Charles Wyville Thomson e John Murray, che a bordo della HMS Challenger percorsero quasi 70 mila miglia in giro per il mondo effettuando rilievi ed esplorazioni e catalogando 4.000 specie marine fino ad allora sconosciute. Fu in quel periodo che diverse nazioni cominciarono a investire nello studio degli oceani, promuovendo spedizioni e creando istituti dedicati allo studio dell’oceanografia.

Solo oltre un secolo più tardi però, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, la ricerca passò dai metodi geografico-descrittivi a quelli fisico-matematici. Sviluppatasi dapprima nell’Atlantico e nel Mediterraneo, soltanto nel secondo dopoguerra arrivò alla comprensione della struttura e della dinamica degli oceani, grazie anche a migliori tecniche di osservazione.

Risultati decisivi nella geofisica e della geologia marina si sono avuti dopo la fine degli anni Sessanta, grazie ai programmi di ricerche oceanografiche gestiti dalla JOIDES, Joint oceanographic institutes deep earth sampling e all’utilizzo, a partire dal 1978, del Coastal Zone Color Scanner, che ha segnato l’inizio dello studio delle masse d’acqua tramite telerilevamento.

Oggi l’oceanografia cerca di comprendere, simulare e prevedere i meccanismi a grande e piccola scala delle circolazioni marine e l’interazione con atmosfera, coste e fondi oceanici.

Come partecipare

Sul sito dell’Associazione Amici del Museo “G. Doria” si può prenotare l’ingresso al Museo (max 30 posti) o collegarsi alla diretta della conferenza sul canale Youtube.

 

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