Lieto evento nei laboratori del DiSTAV dell’Università di Genova. I ricercatori del Dipartimento, insieme al collega ed esperto Dott. Javier Guallart, sono riusciti nella prima riproduzione di Patella ferruginea, una delle più grandi patelle del Mediterraneo, endemica del bacino e purtroppo anche una delle specie maggiormente a rischio di estinzione.
La riproduzione è avvenuta in condizioni controllate e con metodi non invasivi nell’ambito del progetto Relife, avviato nel 2016 proprio per scongiurare la scomparsa dal bacino mediterraneo di questo invertebrato marino, protetto da convenzioni internazionali.
La conservazione di Patella ferruginea è fondamentale per il mantenimento della biodiversità e dell’equilibrio degli ecosistemi marini.
Il progetto ReLife
Il progetto “Re-establishment of the Ribbed Limpet (Patella ferruginea) in Ligurian MPAs by Restocking and Controlled Reproduction” (LIFE15NAT/IT/000771 RELIFE) vede uniti diversi soggetti: l’Area Marina Protetta (AMP) di Portofino – coordinatore capofila, l’Acquario di Genova/Costa Edutainment, AlgoWatt, il Dipartimento DISTAV dell’Università degli Studi di Genova, il Parco Nazionale delle Cinque Terre, l’Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo e l’ Area Marina Protetta isola di Bergeggi.
L’obiettivo del progetto, cofinanziato dall’Unione europea tramite lo strumento finanziario LIFE, è la reintroduzione nelle Aree marine Protette coinvolte nell’iniziativa degli esemplari di Patella ferruginea riprodotti .
Grande soddisfazione
I ricercatori sottolineano la straordinarietà del risultato ottenuto che giunge dopo diversi tentativi non andati a buon fine, ma che hanno permesso ai biologi di incrementare le conoscenze sulla biologia riproduttiva della specie. Ricordiamo, infatti, che la presenza di Patella ferruginea oggi è limitata al Mare di Alboran, alla costa meridionale della Spagna e alla costa del Nord Africa occidentale, e, soprattutto, alle Isole Chafarinas, piccolo arcipelago spagnolo a nord del Marocco, roccaforte della specie.
Gli esemplari su cui si è lavorato provengono dall’AMP di Tavolara, da dove sono stati traslocati lo scorso ottobre. In seguito sono stati trasferiti al Laboratorio di CNR-IBF a Camogli, dove sono stati posti nelle vasche per l’acclimatazione e quindi trasferiti in mare per terminare la propria maturazione. Successivamente sono stati riportati in laboratorio dove ne è stata indotta l’emissione dei gameti e dove sono state allestite le colture larvali.
Una riproduzione naturale
Essere riusciti a indurre, in modo naturale, l’emissione dei gameti da esemplari maschili e femminili di Patella ferruginea è un fatto di grande importanza. «Questi gameti in natura sono rilasciati direttamente nell’acqua, come accade per la maggior parte degli invertebrati marini, dove avviene la fecondazione, che porta alla formazione di una larva – spiegano i ricercatori –. Questa passa attraverso differenti stadi fino a raggiungere la condizione in cui si posa sul substrato e si metamorfosa in quella che è la forma detta di giovanile, ovvero di un minuscolo individuo con le fattezze, però, dell’adulto. Il grande traguardo raggiunto non riguarda infatti solo l’emissione dei gameti, ma l’avere anche seguito (e documentato) le varie fasi larvali (alcune centinaia di migliaia di individui) fino al momento dell’insediamento».
I prossimi mesi saranno cruciali e ci si augura che un buon numero di patelle superi le prime e più delicate fasi della vita.
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